ROMA, 20 SETTEMBRE 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato alla giornata conclusiva di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, organizzata al Laghetto dell’Eur e quest’anno intitolata “Il tempo del coraggio”. La manifestazione, in programma dal 16 al 20 settembre, ha riunito esponenti politici, amministratori e rappresentanti del mondo della cultura e della società civile.
Nel suo intervento dal palco, Meloni si è rivolta ai giovani militanti di Gioventù Nazionale, sottolineando il valore dell'impegno politico e generazionale.
«Sono immensamente fiera di voi. Date senso alla fatica, alle speranze, a tutto quello che costa e non si vede», ha detto la premier.
Meloni ha poi collegato l'impegno politico alla responsabilità verso le generazioni future. «Diciamoci la verità – ha continuato – che cos'è alla fine la politica, quella vera, se non la pretesa ostinata, forse perfino irragionevole, alcuni direbbero addirittura velleitaria, che il nostro passaggio non sia inutile?».
«Che qualche cosa dopo di noi sia migliore perché noi ci siamo stati – ha aggiunto – che qualcuno possa raccogliere quello che abbiamo avuto il coraggio di seminare quando non sapevamo se saremmo stati noi a raccogliere i frutti di quella semina, e che lo consideri un invito, forse addirittura una sfida, a fare ancora, a fare meglio. Ecco, voi siete quel qualcuno, voi siete quello che dà un senso».
Meloni: «Una scuola di tutti non deve dare la sufficienza a tutti»
Nel corso del suo intervento, la presidente del Consiglio ha affrontato anche il tema della scuola e della valutazione degli studenti.
«Una scuola di tutti e per tutti non deve dare la sufficienza a tutti perché quello non è uguaglianza, è livellamento», ha affermato Meloni.
«Il primo dovere della scuola è quello di valutare il ragazzo, di far capire che il giudizio esiste», ha aggiunto, sostenendo la necessità di garantire pari condizioni di partenza senza eliminare la valutazione del merito.
La premier ha quindi richiamato la distinzione tra licei e istituti tecnici e professionali, definendoli «i pilastri di un sistema che cresce solo se si tiene insieme».
«Uguaglianza significa garantire a tutti le stesse condizioni di partenza perché la competizione avvenga ad armi pari ma ha un senso proprio perché una competizione esiste», ha detto.
Meloni ha infine difeso la scelta del governo sul voto di condotta: «Abbiamo restituito dignità al voto di condotta. Che adesso fa media e determina se vieni promosso o bocciato». Secondo la presidente del Consiglio, la misura non avrebbe l'obiettivo di costruire una scuola autoritaria, ma di ribadire il valore del rispetto verso gli insegnanti, gli altri studenti e le regole della comunità scolastica.
