Catastrofica alluvione in Nepal: estratti vivi due operai, sale a oltre 1.200 il bilancio delle vittime

I soccorritori in Nepal sono riusciti a trarre in salvo due operai rimasti intrappolati per una settimana all'interno della galleria idroelettrica Trishuli-3, ostruita dall'inondazione che il 26 agosto ha sconvolto il nord del Paese. La notizia del doppio salvataggio è stata confermata dal Ministro dell'Energia Biraj Bhakta Shrestha e dal Ministro dell'Interno Sudan Gurung. 

Le operazioni di soccorso

Decine di soccorritori nepalesi, affiancati da team di esperti giunti da India, Cina e Corea del Sud, stanno lavorando per farsi strada tra l'acqua e il fango nei complessi sotterranei dei cantieri idroelettrici. Le operazioni procedono con l'ausilio di escavatori ed esplosivi. Finora dalle gallerie della regione erano stati recuperati soltanto pochi corpi, ma i timori restano alti: si stima infatti che nel solo impianto Trishuli-3 centinaia di lavoratori potessero essere rimasti bloccati dopo l'alluvione. 

Il bilancio di vittime e dispersi

La portata della tragedia continua ad aggravarsi. Secondo gli ultimi dati forniti dall'agenzia nepalese per la gestione delle catastrofi, il totale delle vittime accertate è salito a 1.259, con oltre 5.080 persone ancora ufficialmente disperse. Pesante anche il bilancio nel vicino Tibet, dove le autorità cinesi registrano 21 morti e centinaia di dispersi, sebbene diverse organizzazioni e attivisti accusino Pechino di ridimensionare le cifre reali della tragedia. 

Nuove misure di prevenzione e allerta

Per far fronte alla distruzione delle infrastrutture di monitoraggio spazzate via dall'ondata di fango e detriti, il Nepal sta pianificando la ricostruzione di un sistema di allerta precoce per le frane al confine con la Cina. Il progetto prevede l'installazione di sensori sismici, telecamere di sorveglianza e connessioni satellitari VSAT nella località di Timure, nel distretto di Rasuwa. Il sistema ha l'obiettivo di garantire le comunicazioni anche in caso di blackout delle reti mobili e di guadagnare minuti preziosi per l'evacuazione dei centri abitati a valle.

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