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WASHINGTON – Il presidente americano Donald Trump ha annunciato di aver accettato di sospendere un possibile attacco contro l’Iran, dopo una richiesta arrivata da Teheran e da altri Paesi del Medio Oriente, a condizione che si raggiunga rapidamente un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare iraniana.
«Gli Stati Uniti sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell’Iran con livelli di terrore, forza e potenza militare mai visti dalla Seconda guerra mondiale», ha scritto Trump sul social Truth. «Nonostante ciò, ci è stato chiesto dall’Iran e da altri Paesi del Medio Oriente di sospendere qualsiasi attacco nell’ambito di un accordo che è stato raggiunto».
Secondo il presidente americano, l’intesa dovrebbe prevedere «la completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz» e «la fine della minaccia nucleare dell’Iran». «In base a questa richiesta – ha aggiunto Trump – ho accettato, per il bene del futuro del mondo e per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l’attacco, a patto che si arrivi rapidamente a un accordo».
Trump ha inoltre affermato che anche Israele sostiene l’impegno: «Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l’operazione».
Riad conferma la telefonata tra bin Salman e Trump
L’Arabia Saudita ha confermato il colloquio telefonico tra il presidente americano e il principe ereditario Mohammad bin Salman. Secondo quanto riferito, il leader saudita avrebbe sottolineato la necessità di evitare un’ulteriore escalation militare nella regione e di trovare una soluzione diplomatica al confronto con Teheran.
Da parte iraniana, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito la linea di fermezza del governo: «Qualsiasi azione ostile da parte degli Stati Uniti e di Israele, o la complicità di Paesi della regione, incontrerà una risposta proporzionata da parte dell’Iran».
Gaza, nuovi ostacoli al piano di pace tra Israele e Hamas
Sul fronte di Gaza, intanto, il percorso verso un possibile accordo tra Israele e Hamas registra nuove difficoltà.
Secondo le posizioni espresse dalle parti, Israele chiederebbe il disarmo di Hamas prima del ritiro delle proprie truppe dalla Striscia, mentre il gruppo palestinese vorrebbe invece il ritiro delle forze israeliane come condizione preliminare.
Nella notte e nelle prime ore del mattino nuovi attacchi israeliani hanno colpito diverse aree della Striscia di Gaza. Secondo fonti ospedaliere citate da Al Jazeera, almeno nove persone sono rimaste uccise, tra cui tre bambini. I raid avrebbero interessato Gaza City, Deir el-Balah e Khan Younis.
La situazione resta quindi altamente instabile, con il rischio di un nuovo allargamento del conflitto regionale legato alla crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran.