Spagna-Italia, alta tensione sui controlli alle frontiere: Madrid replica a Roma


Roma - Resta alta la tensione tra Spagna e Italia sulla sospensione temporanea delle regole di Schengen, mentre l'Unione europea prova a favorire un'intesa tra i due Paesi. Dopo il rifiuto del governo italiano di revocare i controlli introdotti alle frontiere con la Spagna, Madrid ha fatto scattare da ieri verifiche nei porti e negli aeroporti nei confronti dei viaggiatori provenienti dall'Italia.

La misura spagnola resterà in vigore fino al 7 settembre ed è stata adottata in risposta ai controlli introdotti dall'Italia il primo agosto, dopo la crisi migratoria di Ceuta.

Per il momento, tuttavia, non vengono segnalati particolari disagi per i viaggiatori. I controlli vengono effettuati a campione e, secondo quanto riferito da fonti della polizia spagnola, nella prima giornata hanno riguardato tra il 5 e il 15% dei passeggeri. Le verifiche dei documenti vengono effettuate direttamente allo sbarco, dopo l'analisi delle banche dati e delle liste di bordo. Soltanto in presenza di anomalie o elementi sospetti possono essere disposti ulteriori accertamenti.

La Farnesina ha intanto rafforzato l'assistenza consolare per gli italiani che si trovano in Spagna.

L'Unione europea tenta la mediazione

Nel frattempo Bruxelles cerca di evitare un ulteriore deterioramento dei rapporti tra Roma e Madrid. Il commissario europeo agli Affari Interni Magnus Brunner, dopo aver avuto colloqui con i ministri dell'Interno dei due Paesi, ha sottolineato che entrambi i governi considerano temporanei i controlli alle frontiere.

«La fiducia tra Stati membri è la nostra risorsa più preziosa», ha dichiarato Brunner, invitando di fatto Italia e Spagna a ricercare una soluzione condivisa.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato la necessità che la gestione dei flussi migratori avvenga nel rispetto della dignità delle persone.

Intanto, a Ceuta resta alta l'attenzione per il timore di un nuovo tentativo di ingresso di massa di migranti.

Tajani: «Sanchez ha drammatizzato»

A spiegare la posizione del governo italiano è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui la decisione di mantenere i controlli rappresenta una misura precauzionale.

«Secondo l'intelligence spagnola c'è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione», ha dichiarato Tajani, aggiungendo che Roma si augura di poter revocare presto la sospensione, non appena verrà meno il rischio.

Il ministro ha inoltre criticato la risposta del governo di Madrid: «È Sanchez che ha drammatizzato», sostenendo che la reazione spagnola sarebbe stata «incomprensibile e del tutto inaccettabile».

Secondo Tajani, infatti, non si dovrebbe intervenire su Schengen «solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo».

Salvini: «L'Italia difende i confini europei»

Sulla stessa linea il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha duramente attaccato il governo spagnolo.

«Oggi il governo di estrema sinistra spagnolo sfiora il ridicolo», ha affermato Salvini, sostenendo che la regolarizzazione di centinaia di migliaia di immigrati possa rappresentare un incentivo per nuovi arrivi.

«Quando proteggiamo i nostri confini, difendiamo quelli di tutto il continente. L'Italia lo sta facendo, la Spagna no», ha aggiunto.

Controlli incrociati nel pieno della stagione turistica

La disputa diplomatica si traduce intanto in controlli aggiuntivi per migliaia di persone che attraversano il Mediterraneo tra Italia e Spagna, proprio nel pieno della stagione estiva.

I controlli italiani, introdotti il 1° agosto, riguardano le frontiere aeree e marittime con la Spagna e sono stati motivati dalla crisi migratoria di Ceuta. Madrid, dopo aver chiesto a Roma di revocare la misura definendola inutile e sproporzionata, ha deciso di adottare un provvedimento analogo.

Per i viaggiatori, al momento, l'impatto appare comunque limitato: le verifiche sono a campione e vengono effettuate principalmente ai gate o nelle aree di sbarco. Non risultano, almeno nelle prime ore di applicazione, particolari code o disagi negli scali interessati.

La partita resta però aperta sul piano politico e diplomatico, con Bruxelles chiamata a evitare che una controversia nata dalla gestione dei flussi migratori finisca per trasformarsi in un nuovo fronte di tensione all'interno dell'area Schengen.

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