La misura spagnola sarà in vigore fino al 7 settembre. Roma: «Persistente pressione migratoria irregolare». Meloni: «Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall'estero»
È ormai scontro aperto tra Roma e Madrid sulla gestione dei flussi migratori e dei controlli alle frontiere interne dell'area Schengen.
Il governo di Pedro Sánchez ha introdotto controlli «temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia», in risposta alle misure analoghe adottate da Roma dopo il massiccio afflusso di migranti a Ceuta. Le verifiche sono già iniziate e resteranno in vigore fino al 7 settembre.
Una decisione alla quale il ministero dell'Interno italiano ha replicato con un comunicato, precisando che i controlli introdotti dall'Italia rientrano «nel contesto della persistente pressione migratoria irregolare» a cui il Paese è sottoposto.
In serata è intervenuto anche il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner, che su X ha spiegato di aver avuto contatti con i ministri dell'Interno italiano e spagnolo. «Entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei», ha scritto, sottolineando i progressi nella lotta all'immigrazione clandestina e definendo la fiducia tra gli Stati membri «la nostra risorsa più preziosa».
Meloni: «Non accettiamo ultimatum dall'estero»
Il governo socialista di Sánchez è così passato dalle minacce ai fatti, introducendo controlli per i passeggeri in arrivo dall'Italia attraverso porti e aeroporti spagnoli, proprio nel pieno della stagione estiva.
La decisione era stata annunciata poche ore prima, quando Madrid aveva minacciato contromisure nel caso in cui l'Italia non avesse revocato i propri controlli entro domenica.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha respinto l'ultimatum: «Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall'estero», soprattutto quando sono in gioco «sicurezza nazionale» e «controlli alle frontiere».
La premier ha inoltre ribadito che «in Europa non c'è spazio alcuno per chi alimenta canali dell'immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti».
L'allerta per il 15 agosto
Per il momento, dunque, l'Italia non intende revocare la sospensione dei controlli alle frontiere interne.
Palazzo Chigi ha fatto sapere che Roma non intende rivedere la decisione almeno fino al 15 agosto, data indicata attraverso un tam tam sui social in Marocco come possibile momento per un nuovo tentativo di ingresso in Europa attraverso Ceuta e Melilla.
Un allarme che le autorità spagnole hanno definito «credibile».
Secondo il governo italiano, sarà possibile rivedere le misure soltanto quando ci sarà la certezza che non sussistano rischi per la sicurezza e il terrorismo, che non sia in arrivo una nuova ondata migratoria e che non vi siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo.
Palazzo Chigi sottolinea inoltre che la decisione non nasce da alcun «pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna» e ricorda come misure analoghe siano state adottate in passato anche nei confronti della Slovenia.