Migranti, Francia e Spagna frenano sui trasferimenti in Italia

Roma - Francia e Spagna, almeno per il momento, non seguiranno Germania, Austria, Svizzera, Finlandia e Svezia nella decisione di trasferire in Italia i cosiddetti “dublinanti”, i richiedenti asilo che, secondo le regole europee, devono essere presi in carico dal Paese di primo ingresso.

La questione è tornata al centro del dibattito con l’entrata in applicazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che rende nuovamente operativi i trasferimenti verso gli Stati membri ritenuti responsabili dell’esame delle domande.

La posizione di Parigi

La Francia, secondo quanto riferito all’Ansa da fonti informate a Parigi, ha scelto di non aderire, almeno per ora, alla linea dei Paesi che stanno organizzando i trasferimenti verso l’Italia.

Da Parigi non sarebbe inoltre previsto alcun annuncio analogo a quelli arrivati da Finlandia e Svezia, finché resterà in corso una fase di collaborazione e di riavvicinamento con il governo italiano. Francia e Italia condividono infatti l’obiettivo di ridurre i flussi migratori in partenza soprattutto da Tunisia e Libia.

Madrid punta sulla solidarietà europea

Anche la Spagna ha assunto una posizione differente. Il governo di Madrid si dice favorevole a gestire la questione dei “dublinanti” attraverso i meccanismi di solidarietà previsti dal nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, piuttosto che attraverso espulsioni o accordi bilaterali.

Fonti del ministero dell’Interno spagnolo hanno spiegato all’Ansa che Madrid preferisce utilizzare gli strumenti e le procedure comuni dell’Unione europea.

Finlandia: “I trasferimenti sono in preparazione”

Di segno opposto la posizione della Finlandia. Il ministero dell’Interno di Helsinki ha confermato che l’applicazione del nuovo regolamento europeo consente la ripresa dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia e che le procedure sono già in fase di preparazione.

Per la Finlandia è fondamentale che gli Stati membri rispettino le proprie responsabilità nell’ambito del Patto e che le norme sulla determinazione del Paese competente per l’esame delle domande di asilo vengano applicate.

Non è ancora stato comunicato quanti migranti potrebbero essere interessati dai trasferimenti, né se la procedura riguarderà soltanto coloro arrivati dopo il 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto, oppure anche persone già presenti sul territorio.

La Svezia conferma: “Continueremo”

Anche Stoccolma ha annunciato la volontà di proseguire con i trasferimenti verso l’Italia. Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la Migrazione Johan Forssell, ha spiegato che la Svezia ha già effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e intende continuare a farlo nel rispetto delle nuove disposizioni europee.

Secondo il governo svedese, non si tratta di una novità: con l’entrata in vigore del nuovo Patto, i trasferimenti previsti dal regolamento di Dublino sarebbero diventati più semplici ed efficaci.

I numeri dei “dublinanti”

I dati relativi al 2025 mostrano la dimensione del fenomeno. In Europa sono state registrate 111.708 persone coinvolte nelle procedure di Dublino, ma soltanto 16.620 sono state effettivamente trasferite nel Paese di primo approdo.

La Germania ha presentato il maggior numero di richieste di trasferimento in uscita, 35.933, seguita dalla Francia con 30.084 e dal Belgio con 12.285. Questi tre Paesi hanno rappresentato circa il 70% delle richieste complessive.

Quanto ai trasferimenti effettivamente eseguiti, la Germania è prima con 5.377, davanti alla Francia con 3.881 e ai Paesi Bassi con 1.865.

L’Italia è invece il Paese che nel 2025 ha ricevuto il maggior numero di richieste di presa in carico: 24.152, davanti a Germania (16.519), Croazia (12.358), Spagna (10.684) e Grecia (10.113).

Nel complesso, le richieste di trasferimento sono state 115.625, in calo del 31% rispetto al 2024.

Schlein e Conte attaccano il governo

La vicenda alimenta intanto lo scontro politico in Italia. La segretaria del Pd Elly Schlein ha definito un “boomerang” la linea del governo Meloni sulla gestione dei migranti, sostenendo che le decisioni assunte dall’esecutivo starebbero favorendo il ritorno in Italia dei richiedenti asilo registrati nel nostro Paese.

Critiche anche dal presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, secondo il quale Germania, Austria, Svizzera, Svezia e Finlandia sarebbero ora pronte a rimandare in Italia i migranti già registrati dalle autorità italiane.

Il quadro europeo, tuttavia, resta articolato: mentre alcuni Stati stanno preparando la ripresa dei trasferimenti, Francia e Spagna preferiscono per ora puntare sulla cooperazione con Roma e sui meccanismi di solidarietà previsti dal nuovo Patto europeo.

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