Iran, il Codacons: nuove tensioni economiche rischiano di pesare sulle famiglie italiane

Carburanti ed energia sotto osservazione. Tanasi: “Il Governo prepari misure contro possibili rincari e garantisca la sicurezza degli approvvigionamenti”

Le nuove tensioni economiche tra Stati Uniti e Iran rischiano di avere ripercussioni anche sui consumatori italiani, soprattutto sul fronte dei carburanti e dell’energia. A lanciare l’allarme è Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, secondo cui un ulteriore deterioramento della situazione internazionale potrebbe riflettersi sui mercati energetici e, di conseguenza, sui bilanci delle famiglie.

“Ogni nuova tensione in un’area così determinante per gli equilibri energetici mondiali può trasformarsi rapidamente in un costo per cittadini e imprese – afferma Tanasi –. Il rischio che dobbiamo scongiurare è che l’instabilità internazionale si traduca ancora una volta in aumenti dei prezzi dei carburanti, dell’energia e dei trasporti, con un effetto a catena sui beni di largo consumo”.

Particolare attenzione viene rivolta allo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi per il trasporto mondiale di petrolio e gas. Eventuali difficoltà alla circolazione delle forniture potrebbero aumentare la pressione sulle quotazioni del greggio e sui costi della logistica, con possibili conseguenze anche sul mercato italiano.

“Non bisogna aspettare che gli eventuali rincari arrivino alla pompa o nelle bollette per intervenire – sottolinea Tanasi –. Il Governo deve seguire quotidianamente l’andamento dei mercati, impedire qualsiasi fenomeno speculativo e predisporre fin da subito strumenti di tutela qualora l’aumento delle quotazioni internazionali dovesse scaricarsi sui consumatori”.

Il Codacons chiede inoltre di verificare la piena operatività degli strumenti destinati a fronteggiare eventuali criticità negli approvvigionamenti energetici, comprese le scorte petrolifere strategiche nazionali, così da garantire la capacità di intervento qualora la situazione internazionale dovesse ulteriormente deteriorarsi.

“L’Italia deve farsi trovare pronta. Un aumento prolungato dei costi energetici non colpirebbe soltanto automobilisti e famiglie, ma finirebbe per trasferirsi sui trasporti, sulla produzione e sui prezzi al dettaglio, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto. La priorità deve essere evitare che il conto di una nuova crisi internazionale venga presentato ancora una volta ai consumatori italiani”, conclude Tanasi.

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