Stretto di Hormuz - Cresce la tensione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale, dove nelle ultime ore si sono registrati nuovi episodi di attrito tra Iran e Stati Uniti.
Secondo la televisione di Stato iraniana, la marina di Iran avrebbe sparato colpi di avvertimento – utilizzando missili da crociera, razzi e droni – nei pressi di cacciatorpediniere statunitensi in transito nello stretto. Una ricostruzione che si inserisce in un contesto già altamente instabile.
Di segno opposto la posizione di Stati Uniti: il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che Washington mantiene “il pieno controllo” dello stretto e che sono in corso operazioni per garantirne la navigabilità.
Nave in fiamme e operazione “Project Freedom”
Nel frattempo, una nave sudcoreana risulta “in fiamme” dopo un’esplosione avvenuta proprio nell’area dello stretto, episodio che alimenta ulteriormente le preoccupazioni sulla sicurezza della rotta marittima.
Il presidente Donald Trump ha annunciato l’avvio dell’iniziativa “Project Freedom”, descritta come un’operazione a carattere umanitario per “liberare” il traffico navale nello stretto. Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha precisato che si tratta di una missione difensiva, pur confermando il mantenimento di un blocco navale.
La risposta di Teheran
Dura la reazione di Teheran. Ebrahim Azizi, capo della commissione sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha avvertito che qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello stretto sarà considerata una violazione del cessate il fuoco.
Ancora più esplicito il comando militare iraniano, che ha dichiarato che qualsiasi forza straniera, “in particolare l’esercito americano invasore”, sarà soggetta ad attacco se tenterà di entrare nell’area.
Sul piano diplomatico, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha accusato Washington di rallentare i negoziati, invitando gli Stati Uniti ad abbandonare “richieste massimaliste”. Teheran sta valutando la risposta americana a un piano in 14 punti presentato nei giorni scorsi per arrivare a una de-escalation.
Scenario in evoluzione
La situazione nello Stretto di Hormuz resta quindi estremamente fluida e potenzialmente esplosiva: si tratta di un corridoio attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale, e ogni escalation militare potrebbe avere ripercussioni immediate sui mercati energetici e sulla stabilità geopolitica globale.
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