Napoli, 4 aprile 2026 – È stato arrestato dopo un anno di latitanza Roberto Mazzarella, 48 anni, considerato uno dei soggetti più pericolosi ricercati nell’ambito della criminalità organizzata campana. L’uomo, ritenuto ai vertici del clan Mazzarella, è stato rintracciato in una villa di lusso a Vietri sul Mare, in Costiera Amalfitana, al termine di un’indagine coordinata dalla magistratura antimafia.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, delle Aliquote di Primo Intervento del Gruppo di Napoli e della motovedetta della Capitaneria di Porto di Salerno, impegnata nel controllo delle aree costiere.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Mazzarella – nipote dei noti esponenti del clan Ciro, Gennaro e Vincenzo Mazzarella – era considerato il capo dell’omonimo sodalizio criminale attivo a Napoli e provincia. Inserito dal Ministero dell'Interno tra i latitanti di massima pericolosità , era ricercato anche per il suo presunto ruolo di mandante in un omicidio risalente al 2000.
Il riferimento è all’uccisione di Antonio Maione, avvenuta il 15 settembre 2000 in una salumeria del quartiere San Giovanni a Teduccio, nell’area orientale di Napoli. Un delitto che, secondo l’accusa, sarebbe maturato in un contesto di vendetta trasversale legato agli equilibri criminali dell’area.
La cattura è avvenuta all’interno di una struttura ricettiva di alto livello, dove il latitante si trovava insieme alla moglie e ai due figli. Al momento dell’irruzione non avrebbe opposto resistenza.
Durante la perquisizione, gli investigatori hanno sequestrato tre orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, telefoni cellulari e smartphone, oltre a documentazione ritenuta riconducibile a una possibile contabilità occulta, ora al vaglio degli inquirenti.
Mazzarella risultava formalmente latitante dal gennaio 2025 e, nell’aprile dello stesso anno, il Direzione Distrettuale Antimafia aveva ottenuto un mandato di arresto europeo. Le indagini, durate circa dodici mesi, hanno permesso di localizzare progressivamente il suo rifugio fino all’intervento conclusivo delle forze dell’ordine.
Le attività investigative si inseriscono nel più ampio contrasto al clan Mazzarella, storicamente radicato nell’area metropolitana di Napoli e considerato uno dei gruppi criminali più strutturati della camorra contemporanea.

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