Sigonella, stop a voli USA: tensione diplomatica sull’uso delle basi militari in Italia


Roma - Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrebbe dato mandato di negare l’utilizzo della base di Sigonella ad alcuni asset aerei statunitensi. La decisione sarebbe arrivata nei giorni scorsi dopo verifiche sull’impiego dei velivoli, che avrebbero dovuto fare scalo nella base siciliana prima di ripartire verso il Medio Oriente.

Secondo quanto riportato, il rifiuto sarebbe legato al fatto che non sarebbe stata presentata la necessaria autorizzazione preventiva. Il piano di volo sarebbe stato comunicato quando gli aerei erano già in volo e, dagli accertamenti, sarebbe emerso che non si trattava di missioni di semplice natura logistica o di routine.

La base di Sigonella rappresenta uno snodo strategico per le operazioni aeronavali nel Mediterraneo. Negli ultimi mesi, con il deteriorarsi dello scenario in Medio Oriente, il traffico di velivoli statunitensi sarebbe aumentato, soprattutto per attività di rifornimento, sorveglianza e supporto logistico.

In base agli accordi bilaterali e NATO, l’utilizzo delle infrastrutture militari italiane da parte degli Stati Uniti richiede specifiche autorizzazioni del governo italiano, soprattutto quando le operazioni possono essere collegate a scenari bellici o a missioni non ordinarie.

Sul piano politico, la vicenda ha generato reazioni. Il leader di Azione Carlo Calenda ha definito “giusto” il diniego, sottolineando la necessità di evitare un approccio “sottomesso” nei rapporti con gli Stati Uniti e chiedendo una maggiore autonomia strategica europea.

In precedenza, lo stesso Crosetto aveva ricordato come l’uso delle basi militari in Italia da parte delle forze USA sia regolato da una serie di accordi internazionali, tra cui il NATO SOFA del 1951 e successivi intese bilaterali tra Roma e Washington, che disciplinano modalità e limiti dell’impiego delle installazioni sul territorio nazionale.

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