Nel quarto giorno di guerra, il conflitto in Medio Oriente si allarga e si intensifica ulteriormente. L’ambasciata americana a Riad è stata colpita e incendiata, mentre le forze israeliane (IDF) hanno attraversato via terra il Libano meridionale, conquistando diversi punti strategici, secondo quanto riportato dal portavoce dell’esercito israeliano.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non esclude un intervento militare terrestre in Iran, sottolineando che molto dipenderà dagli esiti delle operazioni aeree in corso. "Siamo i migliori del mondo e faremo tutto il necessario per raggiungere i nostri obiettivi", ha dichiarato dalla Casa Bianca, promettendo ritorsioni dopo la morte di sei militari statunitensi nell’attacco con droni a Riad. Washington ha invitato i cittadini americani presenti nella regione a lasciare immediatamente i Paesi del Medio Oriente.
Gli Stati Uniti e Israele continuano a colpire quelle che definiscono infrastrutture strategiche iraniane. Immagini satellitari diffuse dalla società di intelligence Vantor mostrano danni significativi all’impianto nucleare di Natanz, il principale centro di arricchimento dell’uranio dell’Iran e uno dei siti più sensibili del suo programma nucleare.
Teheran, però, non arretra. Il capo della sicurezza iraniana Larijani ha ribadito che l’Iran “non negozierà ” con Washington, mentre la Guardia rivoluzionaria ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero mondiale, sebbene gli Stati Uniti abbiano smentito il blocco effettivo del passaggio.
Nelle ultime ore, la Guardia rivoluzionaria iraniana ha rivendicato il lancio di una nuova ondata di attacchi contro una base militare statunitense in Bahrein, affermando di aver distrutto l’edificio di comando principale e le caserme con 20 droni e tre missili.
L’escalation militare e le tensioni diplomatiche segnano quindi una fase di forte incertezza e allerta internazionale, con il rischio di ulteriori sviluppi critici nella regione.

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