Londra - Nuove tensioni scuotono il governo laburista britannico guidato da Keir Starmer. Tim Allan, direttore della comunicazione del primo ministro, ha annunciato le dimissioni, motivando la decisione come necessaria per permettere la costruzione di un nuovo team a Downing Street. Allan, veterano della comunicazione politica e già al servizio di Tony Blair tra il 1992 e il 1998, è il quarto direttore della comunicazione a lasciare l’incarico da quando Starmer è premier.
La mossa arriva a poche ore dalla partenza del capo dello staff Morgan McSweeney, coinvolto nello scandalo legato a Peter Mandelson, ex influente figura del New Labour e ambasciatore britannico negli Stati Uniti, finito sotto indagine di Scotland Yard per i suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Nonostante la pressione crescente, Starmer ha ribadito attraverso un portavoce che non intende dimettersi e resta “concentrato sul suo lavoro”.
Oggi Starmer si rivolgerà al gruppo parlamentare laburista per cercare di recuperare la fiducia dei deputati, mentre altri collaboratori chiave, come il consigliere per la sicurezza nazionale Jonathan Powell, rischiano ripercussioni per il loro coinvolgimento nella nomina di Mandelson come inviato diplomatico negli Usa, nonostante fossero noti i legami di Mandelson con Epstein. La leader dell’opposizione conservatrice Kemi Badenoch ha già chiesto a Starmer di assumersi la responsabilità della vicenda e di dimettersi.
Coinvolgimento della famiglia reale
La vicenda Epstein continua a far tremare anche la famiglia reale britannica. Il principe William e Kate Middleton hanno diffuso una nota in cui esprimono la loro “profonda preoccupazione” per le rivelazioni emerse dagli Epstein Files e sottolineano che il pensiero dei principi di Galles è rivolto alle vittime. È la prima dichiarazione ufficiale della famiglia reale sullo scandalo, direttamente collegato all’ex principe Andrea, già caduto in disgrazia per il suo legame con Epstein.
Negli ultimi giorni anche altri membri della famiglia reale hanno commentato indirettamente il caso. Il principe Edoardo ha ricordato l’importanza di non dimenticare le vittime, mentre Carlo III è stato contestato durante una visita pubblica a Dedham, nell’Essex, per il coinvolgimento del fratello Andrea.
La crisi politica e mediatica a Londra resta quindi in pieno sviluppo, tra dimissioni a Downing Street e pressioni crescenti sulla monarchia britannica, con lo scandalo Epstein che continua a generare effetti sia nella sfera politica che in quella istituzionale.

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