La lista Futuro Nazionale di Vannacci ridisegna il quadro della destra


Roma - La scissione della Lega con la nascita della lista Futuro Nazionale, guidata da Roberto Vannacci, produce già i primi effetti sul panorama elettorale. Secondo la prima rilevazione YouTrend, la nuova formazione si collocherebbe al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale, anche in caso di aumento dal 3% al 4%.

L’introduzione della lista Vannacci comporterebbe un’erosione di consensi soprattutto nell’area della destra: Fratelli d’Italia perderebbe l’1,1%, la Lega lo 0,9%, mentre Forza Italia subirebbe un impatto più contenuto, pari allo 0,2%. Nessun effetto significativo emerge sul centrosinistra e sulle forze centriste, i cui consensi restano sostanzialmente stabili.

Redistribuzione interna e mobilitazione limitata dall’astensione

L’analisi dei flussi elettorali chiarisce il profilo della nuova lista: quasi la metà degli elettori di Futuro Nazionale proviene dall’area della destra parlamentare, in particolare Fratelli d’Italia e Lega. Una quota significativa arriva da formazioni minori dell’area sovranista extraparlamentare, come Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi.

Una parte minoritaria degli elettori della lista Vannacci proviene da coloro che prima si collocavano tra astenuti e indecisi, pari al 13,5% del totale della nuova formazione. Nel complesso, i dati suggeriscono che Futuro Nazionale potrebbe emergere soprattutto come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati.

Vannacci, leader polarizzante e giudizi sospesi

Il profilo personale e politico di Roberto Vannacci appare fortemente polarizzante. Tra chi lo conosce, la sfiducia supera di gran lunga la fiducia (53% contro 14%), con una chiara segmentazione politica: giudizi relativamente positivi tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, e livelli di sfiducia quasi totali tra gli elettori di Partito Democratico e Alleanza Verdi-Sinistra.

Molto rilevante anche la quota di elettori di centrodestra che sospendono il giudizio, rifugiandosi nella risposta “non so”: ben il 48% degli elettori leghisti adotta questa posizione, evidenziando la fluidità delle opinioni sulla figura di Vannacci in questo momento di conflitto con l’establishment salviniano.

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