Nordio: “Le correnti in magistratura sono para-mafiose, solo il sorteggio può eliminarle”


Roma - Continuano le polemiche politiche sul referendum confermativo sulla riforma costituzionale della Giustizia, in programma il 22 e 23 marzo, dopo le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio al quotidiano Il Mattino di Padova.

Il Guardasigilli ha definito le correnti interne al Csm come una “consorteria autoreferenziale” e ha affermato che “i magistrati iscritti all’Anm sono il 97%: una percentuale bulgara. Se non ti iscrivi non fai carriera. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto. Se non ha un ‘padrino’ è finito, morto”. Secondo Nordio, il sorteggio romperebbe questo meccanismo “para-mafioso” e il cosiddetto “mercato delle vacche”, citando l’ex procuratore antimafia Pierluigi Roberti.

Nordio ha aggiunto che non teme la politicizzazione del referendum: “Non faremo l’errore di Renzi. Se vincesse il no, non cadrebbe il governo: l’unico risultato sarebbe fermare la riforma, a vantaggio di quei pochi magistrati che sguazzano nel verminaio ai danni dei cittadini”.

Durissima la replica della segretaria del Pd, Elly Schlein: “Svegliarsi con un’intervista che assimila i magistrati ai mafiosi è gravissimo. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni prenda immediatamente le distanze e che il ministro chieda scusa. È un insulto alla memoria di chi ha combattuto la mafia, come Falcone, Borsellino, Livatino e Chinnici”.

Anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha criticato le parole di Nordio, definendole offensive per le vittime di mafia e mortificanti per chi lotta quotidianamente contro la criminalità organizzata.

Sul fronte istituzionale, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha precisato che il referendum riguarda l’imparzialità e la terzietà della magistratura: “La questione non è politica, ma di tutela della libertà dei magistrati e della certezza della giustizia per i cittadini. Partecipare al voto è fondamentale per il futuro del sistema giudiziario”.

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