Napoli, 17 febbraio 2026 – Proseguono le indagini della Procura di Napoli sul caso del bambino di 2 anni a cui è stato impiantato un cuore danneggiato lo scorso 23 dicembre. Da allora il piccolo è ricoverato in terapia intensiva presso l’Ospedale Monaldi. L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sulla tipologia di contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo, ritenuto “fuori dalle linee guida” e privo di sistemi di controllo delle temperature.
Domani è previsto un maxiconsulto con esperti provenienti da tutta Italia, per valutare la possibilità di sottoporre il bambino a una nuova operazione con un organo integro. Intanto la premier Giorgia Meloni ha telefonato alla madre del piccolo, esprimendo solidarietà e assicurando l’impegno delle istituzioni per fare luce sulla vicenda.
Le indagini sul contenitore
Il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore danneggiato è simile a quelli per le bibite fresche e non dispone di sistemi di monitoraggio della temperatura. La Procura, con il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, sta verificando se l’uso di questo box abbia contribuito al danneggiamento dell’organo.
Gli accertamenti
Gli accertamenti mirano a chiarire l’intera catena di presunte omissioni verificatasi il 23 dicembre, quando l’equipe medica è partita da Napoli verso Bolzano per l’espianto del cuore. Sotto osservazione ci sono anche la tipologia di ghiaccio usata per mantenere l’organo in ipotermia e le operazioni di rabbocco del ghiaccio effettuate in città altoatesina prima del trasferimento all’ospedale Monaldi. Le verifiche, delegate anche al NAS, puntano a ricostruire eventuali responsabilità lungo tutto il percorso dell’organo.

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