Napoli – Le condizioni del piccolo Domenico, due anni e mezzo, sono in “ulteriore, progressivo e rapido peggioramento”. Dopo due mesi di lotta per la vita, la prognosi è ormai infausta. Questa mattina la madre, Patrizia Mercolino, ha concordato con i medici dell’Ospedale Monaldi il passaggio a terapie esclusivamente “strettamente salvavita”, escludendo ogni forma di accanimento terapeutico e puntando a garantire al bambino un fine vita dignitoso e privo di sofferenze.
La decisione è maturata nell’ambito del percorso di pianificazione condivisa delle cure, dopo l’ultimo consulto di specialisti che ha escluso ulteriori possibilità di trapianto. Il cuore individuato nei giorni scorsi è stato destinato a un altro bambino, operato con successo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII.
Il sostegno della comunità
Sono ore drammatiche per la famiglia. Accanto a Patrizia Mercolino non è mancato il sostegno del cardinale Mimmo Battaglia, che ha più volte contattato la madre e l’ha incontrata personalmente. Ieri sera anche la comunità di Nola si è stretta attorno alla donna e, idealmente, al piccolo Domenico, in un gesto collettivo di vicinanza e solidarietà.
L’inchiesta
La vicenda è al centro di un’indagine della Procura di Napoli, che sta cercando di chiarire la catena di errori che avrebbe portato al trapianto di un cuore divenuto inutilizzabile durante il trasporto. Al momento risultano sei indagati, tra medici e infermieri del Monaldi, ma non si escludono ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati, anche in relazione alla fase di preparazione dell’organo a Bolzano.
Secondo quanto emerso, il danneggiamento irreversibile del cuore sarebbe stato causato dall’uso di ghiaccio secco e di un contenitore isotermico di vecchia generazione, privo di sensori e sistemi di allarme per la temperatura, nonostante l’ospedale disponesse di box tecnologici più avanzati.
“Nessuna eutanasia, nessun accanimento”
Domenico resterà collegato ai macchinari che lo tengono in vita dal fallito trapianto del 23 dicembre: interrompere ora il supporto equivarrebbe a un gesto deliberato. “Il bambino non soffre, ma i parametri sono molto critici”, ha spiegato il cardiologo del Monaldi Antonio Corcione, sottolineando il profondo coinvolgimento umano dell’équipe medica.
Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “È una vicenda dolorosissima. In questo momento bisogna solo essere vicini alla famiglia. Poi sarà fondamentale fare piena chiarezza su quanto accaduto. Regione e ministero stanno agendo con tempestività”.
Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro, nella stanza di terapia intensiva resta il silenzio di una madre che veglia il figlio, accompagnandolo con amore in un tempo sospeso, segnato dalla consapevolezza e dal dolore.

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