Bambino di 2 anni al Monaldi: cuore “non trapiantabile”, sei indagati tra medici e paramedici


Napoli - Un caso delicato scuote l’ospedale Monaldi di Napoli, dove un bambino di due anni, ricoverato con un cuore danneggiato, è al centro di un contenzioso medico-legale sulla possibilità di trapianto. Secondo il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, il parere dell’ospedale Bambino Gesù di Roma avrebbe indicato che il cuore destinato al trapianto non era più trapiantabile, perché arrivato “bruciato” dopo essere stato conservato e trasportato nel ghiaccio secco.

Nonostante il parere del Bambino Gesù, al Monaldi il trapianto sarebbe comunque stato eseguito. Petruzzi ha riferito che la decisione di procedere sarebbe stata presa dal medico che ha operato il bambino, il quale sostiene che il cuore sia ancora trapiantabile e che il piccolo rimanga in lista trapianti. Lo stesso medico sarebbe destinato a eseguire un eventuale reintervento, eventualmente supportato da una equipe del Bambino Gesù.

Sulla vicenda, sono state iscritte nel registro degli indagati sei persone tra medici e paramedici, tutti indagati per lesioni colpose. Le indagini riguardano sia le modalità del trapianto, sia la decisione della direzione del Monaldi di sospendere temporaneamente il servizio trapianti pediatrici a seguito della denuncia dei genitori del bambino.

Il legale Petruzzi ha sottolineato la complessità della situazione: “Mi auguro che il Bambino Gesù si sbagli e che il parere del Monaldi sia corretto. Però ci sono altre vicende che si vanno intrecciando”. La vicenda resta sotto stretto monitoraggio degli inquirenti, in attesa di chiarire responsabilità e procedure adottate.

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