Trump a Davos rilancia la controversia sulla Groenlandia: “Negoziati immediati, niente forza ma se dite no ce lo ricorderemo”


Davos, Svizzera - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto oggi al World Economic Forum di Davos, affrontando diversi dossier internazionali – dalla guerra in Ucraina alla sicurezza artica – ma è stato soprattutto il tema della Groenlandia a dominare l’attenzione degli osservatori e dei leader presenti.

Nel suo discorso il presidente ha ribadito la sua posizione sull’isola artica, territorio autonomo sotto sovranità danese. Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono “l’unica nazione in grado di garantire la sicurezza” della Groenlandia e ha chiesto negoziati immediati per la sua acquisizione, ribadendo però che gli Usa non useranno la forza militare per ottenerla. “Ho grande rispetto per il popolo groenlandese e per la Danimarca”, ha detto Trump, ma ha aggiunto che qualora gli europei si rifiutassero di avviare trattative, “ce ne ricorderemo”.

Le dichiarazioni hanno suscitato reazioni miste tra gli alleati europei. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito un errore le minacce di dazi legate alla Groenlandia e ha annunciato un pacchetto di investimenti europei per la sicurezza artica, ribadendo che sovranità e integrità territoriale della Danimarca e della Groenlandia non sono negoziabili.

Anche la Nato è intervenuta indirettamente attraverso il segretario generale Mark Rutte, che ha sottolineato di lavorare “dietro le quinte” per gestire le tensioni e rafforzare la sicurezza nell’Artico, pur senza commenti pubblici diretti sul piano di Trump.

L’intervento di Trump segue giorni di crescenti tensioni: nelle scorse settimane aveva minacciato di imporre tariffe fino al 25% sui paesi europei che sostengono la presenza militare in Groenlandia, una mossa che ha spinto l’Unione europea a preparare una possibile risposta economica su larga scala.

Durante il suo intervento a Davos, Trump ha anche criticato l’Unione europea su altri temi, includendo l’Ucraina e le politiche climatiche, e affermando che gli Stati Uniti continueranno a sostenere la Nato, pur sollecitando gli alleati a dare maggiore peso alle proprie responsabilità di difesa.

L’aspetto diplomatico resta delicato: le proposte di Trump hanno sollevato timori in Europa, dove molti leader considerano la Groenlandia non solo un territorio strategico ma anche un elemento essenziale della cooperazione transatlantica, e stanno cercando di rispondere con misure coordinate.

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