Artico, 8 Paesi europei e la Nato: “L’esercitazione Arctic Endurance non è una minaccia, ma tutela la sicurezza condivisa”


Roma, 18 gennaio 2026 – Otto Paesi europei – Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito – hanno diffuso oggi una dichiarazione congiunta sulla sicurezza dell’Artico e sulla recente esercitazione militare Arctic Endurance, condotta congiuntamente nell’area.

“Come membri della Nato, ci impegniamo a rafforzare la sicurezza dell’Artico come interesse transatlantico condiviso. L’esercitazione Arctic Endurance risponde a questa esigenza e non rappresenta una minaccia per nessuno”, si legge nella nota. I Paesi europei esprimono inoltre “piena solidarietà al Regno di Danimarca e al popolo della Groenlandia” e ribadiscono la disponibilità a un dialogo basato sui principi di sovranità e integrità territoriale.

La dichiarazione giunge in un contesto di tensione dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di possibili dazi sugli alleati europei finché non sarà consentito a Washington di acquisire la Groenlandia. Gli ambasciatori dei 27 Paesi dell’Ue hanno convocato una riunione d’emergenza per discutere la questione. “Ho parlato con Trump della situazione della sicurezza in Groenlandia e nell’Artico. Continueremo a lavorare su questo tema e non vedo l’ora di incontrarlo a Davos alla fine di questa settimana”, ha dichiarato il premier olandese e segretario generale della Nato, Mark Rutte.

Dal versante statunitense, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha sottolineato come “la battaglia per l’Artico sia reale anche se non sarà quest’anno” e ha definito l’acquisizione della Groenlandia “essenziale per la sicurezza americana”. Secondo Bessent, “Trump sta guardando al di là di quest’anno e del prossimo, considerando scenari futuri per la difesa nazionale e la sicurezza strategica”. L’esponente Usa ha criticato gli acquisti europei di petrolio russo, sottolineando la contraddizione con i suggerimenti dell’amministrazione americana sul gasdotto North Stream 2.

L’equilibrio nella regione dell’Artico rimane quindi al centro di tensioni diplomatiche e militari, con gli alleati europei determinati a tutelare la sovranità regionale e gli Stati Uniti concentrati sulla protezione dei propri interessi strategici.

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