Le richieste dei prestiti tornano a salire secondo il Barometro Crif

La Crif ha pubblicato i dati sull’andamento delle richieste dei prestiti effettuate nei primi 9 mesi del 2016, ponendo l’accento su un andamento in crescita, che porta la situazione attuale quasi ai livelli del 2011. A crescere sono state soprattutto le domande dei prestiti personali, anche se rispetto agli anni precedenti c’è stato un cambiamento dell’importo medio più richiesto e della durata preferita per i rimborsi.

I dati di Crif indicano che l’importo medio più richiesto per i prestiti complessivamente supera gli 8 mila euro, mentre la durata più richiesta è al di sopra dei 5 anni. Viceversa è scesa la percentuale di importi inferiori ai 5000 euro che cala di quasi 2,5 punti, e ad essere meno gradita è la durata di importo inferiore ai 12 mesi con un -3,5%. Il contributo maggiore per l’aumento della durata e importo medio richiesto proviene dai prestiti personali, che superano la media dei 12 mila euro, mentre quelli fissi sono di poco superiore ai 5400 euro (che rimangono quasi stazionari con una crescita di meno di un punto percentuale).

I richiedenti più attivi sono stati quelli appartenenti alla fascia di età compresa tra i 35 anni ed i 44 anni, con un valore superiore al 25%, seguiti a breve distanza dalla fascia di età compresa tra 45 e 54 anni con una percentuale di poco inferiore al 25%, quindi c’è quella compresa tra 24 e 35 anni. Il contributo delle altre fasce di età è marginale, anche visto il minor uso che viene fatto dei siti specializzati di comparazione specializzati come Zonaprestiti.com e simili (approfondimenti su http://www.zonaprestiti.com).

Secondo i portavoce di Crif il dato complessivo va considerato complessivamente in modo positivo nonostante la crescita dei finanziamenti abbia subito un rallentamento rispetto al biennio precedente, raggiungendo poco meno del 5% e quindi scendendo al di sotto di un numero a due cifre palesato nei periodi precedenti, ricalcando quanto sta accadendo anche al settore dei mutui. Ma ciò è imputabile al fatto che si partiva da valori negativi.

Infatti è considerabile al pari di un segnale di ottimismo, che vede gli italiani meno preoccupati per il futuro, e quindi disposti a indebitarsi per somme maggiori, senza essere spinti dalla necessità (come nel caso di un acquisto di un bene specifico), e soprattutto per tempi più lunghi. I rimborsi sopra le 60 rate sono stati richiesti in misura superiore all’1,8% in più rispetto al passato. E’ lecito quindi pensare che l’anno chiuderà con dati ancora più positivi.

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