"Il Giappone è per noi un Paese amico e partner, innamorato dell'Italia e degli italiani. Se ci guardassimo con lo stesso sguardo d'affetto con cui ci guardano i giapponesi avremmo più fiducia nei nostri mezzi: ci servono meno piagnistei è più voglia di rimboccarci le maniche". Così, sulla sua pagina Facebook, il premier Matteo Renzi impegnato nella visita di Stato in Giappone. L'Italia - aggiunge - ha finalmente svoltato dopo anni di decrescita infelice. Segno più su tutto, dal turismo all'export, dell'attrazione investimenti esteri ai nuovi posti di lavoro, al pil dopo undici trimestri negativi. Segno che con le riforme le cose cambiano. Ma serve anche più consapevolezza e amor proprio: voler bene all'Italia significa smettere di spararle e sparlarle contro. E fare di tutto per guardarci con gli occhi di chi ci vuole bene. Non di chi si lamenta soltanto", conclude Renzi. "Il nostro Paese deve tornare a essere un punto di riferimento nel mondo", ha aggiunto incontrando la comunità italiana presso la residenza dell'ambasciatore italiano in Giappone. "Rendere la vita del nostro Paese più leggera e libera è una priorità: queste sono le riforme costituzionali, istituzionali, della P.A. che al massimo approviamo giovedì mattina, una bella novità", ha sottolineato. "Penso che l'Italia debba smettere di pensare che la globalizzazione sia un problema - ha aggiunto - Nel nostro dibattito politico, sempre un pò troppo rannicchiato e un pò pieno di piagnistei e lamentele, diciamo che la globalizzazione è un problema", invece "per noi è una grandissima opportunità. Abbiamo come export circa 500 miliardi che è poco meno di un terzo del Pil. Se facessimo un aumento sull'export pari a quello che ha fatto la Germania dopo le riforme, che è al 48%, saremmo a 350 miliardi in più. Il nostro è un progetto meno ampio, puntiamo ad avere in 10 anni 300 miliardi in più ma abbiamo bisogno di un sistema paese solido".
