Discorso di Mattarella: dalla fiducia di Gentiloni al controdiscorso di Grillo


di ANTONIO GAZZILLO - È sempre tempo di bilanci quando si saluta un anno per accoglierne un altro. E il 2017 non poteva che concludersi con il consueto discorso di fine anno del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel suo messaggio, il Presidente si è soffermato soprattutto sulle prossime elezioni, che si terranno il 4 marzo, e sull’importanza di aver portato a termine cinque anni di legislatura; ma ha, ancora una volta, sottolineato che è l’occupazione, soprattutto per i giovani, il problema sociale più grave del nostro Paese.

Le reazioni, favorevoli o contrarie, degli altri esponenti politici non sono mancate: il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha condiviso in pieno il discorso di Mattarella e ha lanciato un messaggio di speranza tramite un tweet: “Fiducia nell’Italia che va verso le elezioni, richiamo alla memoria e alla visione del futuro, invito alla responsabilità della politica”.

“Parole che fanno bene alla nostra democrazia e nelle quali tutti possono riconoscersi e sentirsi coinvolti” ha affermato la presidente della Camera, Laura Boldrini, seguita a ruota dal presidente del Senato, Pietro Grasso, recentemente al centro della cronaca politica: “La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro” ha così concluso il leader di Liberi e Uguali.

All’appello si sono aggiunti Susanna Camuso, leader della Cgil, Renato Brunetta e Beatrice Lorenzin, ministra della salute, i quali hanno condiviso il messaggio del presidente Mattarella, augurando un bagno di democrazia nelle prossime elezioni. Provocatorie sono state invece le reazioni di Matteo Salvini, il quale ha richiamato la Costituzione, da tempo ormai dimenticata e tradita, e di Beppe Grillo che ha pronunciato un controdiscorso tutto suo in contemporanea con il presidente della Repubblica.

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