Referendum autonomia, Maroni: se vinco tratto subito con Roma

ROMA - “Martedì farò un intervento in consiglio regionale su come è andata la consultazione. E chiederò di approvare in pochissimi giorni una mozione che mi dia il mandato per trattare a Roma su tutte e 23 le materie previste dalla Costituzione”. Ad annunciarlo al Corriere della Sera il governatore Roberto Maroni, che spiega: “Io vorrei chiuderla prima delle Politiche. Questa è una cosa di tutta la Lombardia, non mi interessa usarla in campagna elettorale. Se volessi, la tirerei in lungo, e poi prima delle elezioni butterei il tema in mezzo dicendo che il governo non ci dà ascolto. Invece, mettiamoci a ragionare, troviamo l’intesa e io lo riconoscerò a Gentiloni così come ho fatto con Renzi sul Patto per la Lombardia: allora tutti mi dicevano che gli avevo fatto uno spot firmando poco prima del referendum di dicembre”.

“Noi – prosegue il presidente lombardo – vogliamo essere gli apripista, dare piena attuazione alla riforma del 2001 del Titolo V della Costituzione”.

Quindi Maroni nega il rischio di una deriva catalana: “Il referendum – assicura – avrà esattamente l’effetto previsto: chiedere competenze allo Stato secondo quanto prevede la Costituzione. Quanto al residuo fiscale, quello lombardo è il più alto in valore assoluto ma anche percentuale. + al 17%, mentre quello dell’Emilia, al secondo posto, è al 10%. Perché questa differenza? Cosa c’entra con la solidarietà nazionale?Capisco Martina e il Pd: a fronte dei loro sindaci che dicono Sì al referendum, cercano di arrampicarsi sui vetri perché han capito che per loro il danno è fatto”. E infine conferma: “Inviterò Giorgio Gori – suo sfidante alle prossime elezioni lombarde – a far parte della squadra che verrà con me dal governo”.

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