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Papa Francesco: "Impegno comune contro il dilagare delle fake news"

"Impegno comune contro il dilagare delle fake news" ha dichiarato Papa Francesco nel messaggio per la 52esima Giornata Mondiale dedicata alle Comunicazioni Sociali che si celebrerà il prossimo 13 maggio "Chiedo ai giornalisti attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza e di lottare contro le false notizie. Il danno che si crea con la diffusione di fake news, è a volte talmente grande che nemmeno le smentite autorevoli riescono ad arginare il danno. Oggi, in un contesto di comunicazione sempre più veloce e all’interno di un sistema digitale, assistiamo al fenomeno delle ‘notizie false’, le cosiddette fake news. La loro diffusione può rispondere a obiettivi voluti, influenzare le scelte politiche e favorire ricavi economici. L’efficacia delle fake news è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. In secondo luogo, queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l'attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale, sfruttando emozioni facili e immediate da suscitare, quali l'ansia, il disprezzo, la rabbia e la frustrazione. La loro diffusione può contare su un uso manipolatorio dei social network e delle logiche che ne garantiscono il funzionamento: in questo modo i contenuti, pur privi di fondamento, guadagnano una tale visibilità che persino le smentite autorevoli difficilmente riescono ad arginarne i danni. Non è impresa facile arginare le notizie false, perché la disinformazione si basa spesso su discorsi variegati, volutamente evasivi e sottilmente ingannevoli, e si avvale talvolta di meccanismi raffinati. Sono perciò lodevoli le iniziative educative che permettono di apprendere come leggere e valutare il contesto comunicativo, insegnando a non essere divulgatori inconsapevoli di disinformazione, ma attori del suo svelamento. Sono altrettanto lodevoli le iniziative istituzionali e giuridiche impegnate nel definire normative volte ad arginare il fenomeno, come anche quelle, intraprese dalle tech e media company, atte a definire nuovi criteri per la verifica delle identità personali che si nascondono dietro ai milioni di profili digitali".

Papa Francesco: "Vi invito a lottare contro il femminicidio"

CDV - "Maria ci deve aiutare a generare atteggiamenti di riconoscimento e gratitudine nei riguardi della donna, nei riguardi delle nostre madri e nonne che sono un baluardo nella vita delle nostre città. Quasi sempre silenziose portano avanti la vita" ha dichiarato Papa Francesco in Perù.

"E' il silenzio e la forza della speranza. Grazie per la vostra testimonianza. Riconoscere e ringraziare. Ma guardando alle madri e alle nonne voglio invitarvi a lottare contro una piaga che colpisce il nostro continente: i numerosi casi di femminicidio. E sono molte le situazioni di violenza che sono tenute sotto silenzio al di là di tante pareti. Vi invito a lottare contro questa fonte di sofferenza chiedendo che si promuova una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza".

Papa Francesco: "E' necessario garantire il diritto all'alimentazione"

ROMA - "Riflettere su come la sicurezza alimentare può incidere sulla mobilità umana significa ripartire dall’impegno per cui la FAO è nata, per rinnovarlo. La realtà odierna domanda una maggiore responsabilità a tutti i livelli non solo per garantire la produzione necessaria o l’equa distribuzione dei frutti della terra, ma soprattutto per tutelare il diritto di ogni essere umano a nutrirsi a misura dei propri bisogni, partecipando altresì alle decisioni che lo riguardano e alla realizzazione delle proprie aspirazioni, senza doversi separare dai propri cari. Di fronte a un obiettivo di tale portata è in gioco la credibilità dell’intero sistema internazionale. E’ urgente dunque trovare nuove strade, per trasformare le possibilità di cui disponiamo in una garanzia che consenta ad ogni persona di guardare al futuro con fondata fiducia e non solo con qualche desiderio" ha dichiarato Papa Francesco durante il suo intervento presso la sede della FAO a Roma in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione.

"La relazione tra fame e migrazioni può essere affrontata solo se andiamo alla radice del problema. A questo proposito, gli studi condotti dalle Nazioni Unite, come pure da tante Organizzazioni della società civile concordano nel dire che sono due gli ostacoli principali da superare: i conflitti e i cambiamenti climatici. Certamente guerre e cambiamenti climatici determinano la fame, evitiamo dunque di presentarla come una malattia incurabile. Possiamo e dobbiamo cambiare rotta. Di fronte all’aumento della domanda di alimenti è indispensabile che i frutti della terra siano disponibili per tutti. Come fermare persone disposte a rischiare tutto, intere generazioni che possono scomparire perché mancano del pane quotidiano, o sono vittime di violenza o di mutamenti climatici? Si dirigono dove vedono una luce o percepiscono una speranza di vita. Non potranno essere fermate da barriere fisiche, economiche, legislative, ideologiche: solo una coerente applicazione del principio di umanità potrà farlo. E invece diminuisce l’aiuto pubblico allo sviluppo e le Istituzioni multilaterali vengono limitate nella loro attività, mentre si ricorre ad accordi bilaterali che subordinano la cooperazione al rispetto di agende e di alleanze particolari o, più semplicemente, ad una tranquillità momentanea. Quindi il giogo della miseria generato dagli spostamenti spesso tragici dei migranti, può essere rimosso mediante una prevenzione fatta di progetti di sviluppo che creino lavoro e capacità di riposta alle crisi climatiche e ambientali. Auguro che ciascuno scopra, nel silenzio della propria fede o delle proprie convinzioni, le motivazioni, i principi e gli apporti per dare alla FAO e alle altre Istituzioni intergovernative il coraggio di migliorare e perseverare per il bene della famiglia umana".

Papa Francesco: "Bisogno di soluzioni stabili per guardare al futuro"

CDV - "Solo il dialogo, nelle reciproche competenze, può permettere di trovare risposte efficaci e innovative per tutti, anche sulla qualità del lavoro, in particolare l'indispensabile welfare" ha dichiarato  Papa Francesco durante l'Angelus di domenica 1 ottobre 2017 in piazza Maggiore a Bologna.

"E' quello che alcuni chiamano il 'sistema Emilia'. Cercate di portarlo avanti. C'è bisogno di soluzioni stabili e capaci di aiutare a guardare al futuro, per rispondere alle necessità delle persone e delle famiglie". 

Papa Francesco: "Istituito un Motu Proprio per aumentare gli studi su matrimonio e famiglia"

Novità nella Chiesa: è stata pubblicata in questi giorni la "Lettera Apostolica Summa Familiae Cura" di Papa Francesco in forma di Motu Proprio, con la quale si istituisce il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, che, legato alla Pontificia Università Lateranense, succede al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia stabilito a sua volta dalla Costituzione apostolica Magnum Matrimonii sacramentum del 7 ottobre 1982.
Per quel che riguarda il nuovo Istituto teologico, secondo quanto precisato negli Articoli della Lettera Apostolica, costituirà nell’ambito delle istituzioni pontificie, un "centro accademico di riferimento, al servizio della missione della Chiesa universale, nel campo delle scienze che riguardano il matrimonio e la famiglia e riguardo ai temi connessi con la fondamentale alleanza dell’uomo e della donna per la cura della generazione e del creato". Sarà temporaneamente retto dalle norme statutarie del precedente Istituto, avrà come autorità accademiche un Gran Cancelliere, un Preside e un Consiglio di Istituto e agirà in relazione con la Congregazione per l'Educazione Cattolica, con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e con la Pontificia Accademia per la Vita.
"Si tratta dunque" scrive Papa Francesco "di un nuovo assetto giuridico per l'Istituto che Giovanni Paolo II, volle nel 1981, affinchè la sua lungimirante intuizione possa essere ancora meglio apprezzata e riconosciuta nella sua fecondità e attualità. Il campo di interesse sarà ampliato infatti sia in ordine alle nuove dimensioni del compito pastorale e della missione ecclesiale, sia in riferimento agli sviluppi delle scienze umane e della cultura antropologica in un campo così fondamentale per la cultura della vita. La famiglia è centrale, sia nei percorsi di conversione pastorale delle comunità sia nella missionarietà della Chiesa e non devono venire mai meno la prospettiva pastorale e l'attenzione alle ferite dell'umanità".

Pedofilia nella Chiesa - Papa Francesco: "Pene severe per i preti che causano male"


di LOREDANA CAVALLO - Papa Francesco ha usato parole molto forti parlando della piaga dei preti-pedofili, e lo ha fatto nella prefazione di un libro scandalo, “La perdono, padre” scritto dal francese Daniel Pittet, un ex seminarista abusato da un sacerdote. Un uomo che, nonostante quell’incubo che ha dovuto vivere in prima persona a causa di una persona di cui si fidava, ora è un padre di famiglia che non ha mai perso la fede ed è riuscito a perdonarlo.

Papa Francesco afferma che la pedofilia nella chiesa è un orrendo peccato, una mostruosità assoluta, i cui danni psicologici si protraggono per sempre nella vita delle vittime; sono compromessi tutti gli aspetti, sociali, lavorativi, affettivi e interiori, addirittura non è escluso il pensiero del suicidio. La pedofilia è atroce in generale, da chiunque sia il carnefice e non è mai giustificabile, ma il Papa ha detto anche che non c’è cosa peggiore che il lupo cattivo sia per assurdo un religioso, che è come un padre, che deve dare l’esempio, che confessa magari gli altri, e poi egli stesso non si pente dell’atrocità commessa nei confronti di BAMBINI, cioè esseri che si stanno formando, che stanno conoscendo l’amore ma non quello giusto, non le schifezze di depravati.

“Come può un prete, al servizio di Dio, arrivare a fare tanto male?”, ha scritto il Papa. E ha chiesto perdono alle vittime e alle loro famiglie assicurando pene severe ai sacerdoti che non sono adeguati alla loro missione, che compiono questi gesti orribili nei confronti di esseri indifesi e ancora impreparati alla vita e di quanto a volte questa possa essere crudele e inaspettata; pene altrettanto severe nei confronti di cardinali e vescovi che li coprono.

Bergoglio ha raccontato di aver conosciuto Daniel in Vaticano nel 2015, in occasione dell’Anno della vita consacrata. La sua sofferenza ha colpito il Papa perché ha visto le conseguenze spaventose causate dagli abusi sessuali, e il lungo e doloroso percorso per cercare di stare meglio, in quanto non si guarisce totalmente del tutto da queste cose. Il papa è stato contento del libro perché in questo modo tutti possano leggere la testimonianza e capire a che punto il male può entrare nel cuore di un servitore della Chiesa.

Amatrice: ancora scosse e crolla la parete della chiesa di Sant'Agostino

(Foto IL MESSAGGERO.IT)

Una scossa di terremoto è stata registrata nella giornata di ieri alle 6:10 e ha avuto come epicentro Amatrice. I Vigili del fuoco hanno confermato su Twitter che il terremoto, di magnitudo 3.8, ha provocato il crollo della parete destra della Chiesa di Sant'Agostino, il cui campanile è crollato solo dieci giorni fa. Ma nell'accaduto non sono state coinvolte persone.

Il Papa ha subito espresso la sua vicinanza alla popolazione della cittadina laziale che dopo mesi non viene ancora lasciata in pace da queste scosse e questi crolli: «Non manchi loro il costante sostegno delle istituzioni e la comune solidarietà. E per favore qualsiasi tipo di burocrazia non li faccia aspettare e ulteriormente soffrire», ha detto il Pontefice, dopo aver recitato l'Angelus di oggi.

A prendere la parola circa questo aspetto è il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha parlato di «troppa» burocrazia e ha attaccato Vasco Errani: «C'è un commissario per la ricostruzione che va licenziato. Non è assolutamente in grado di svolgere questo compito. È un politico che ha fallito a casa sua e non si vede perché debba far meglio nelle Marche e in Abruzzo».

Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, incontrando a Tolentino i cittadini colpiti dal sisma dello scorso 24 agosto, si è soffermato sui «ritardi per abbattere gli edifici, per l'installazione delle casette di legno» e, ancora, per dare nuove stalle agli allevatori che hanno perso tutto.

Nell’ultima giornata di Campionato di calcio di Serie A sono state ricordate le vittime del sisma con un minuto di silenzio in tutti i campi della serie A, dove ci sono stati anche tanti striscioni di solidarietà.

Virginia Raggi, anche il Vaticano pagherà l'Imu: il Pontefice è disponibile


di ILEANA CIRULLI - Sono in corso le trattative tra Virginia Raggi e la Santa Sede, per far pagare l'Imu alla Chiesa. La questione, però, riguarda solo gli immobili del Vaticano che non hanno finalità di culto, ma solo commerciale, mentre ne sono esenti strutture ricettive e strutture che sono proprietà di ordini ecclesiastici. Secondo quanto dichiarato da Adriano Meloni, l'assessore al Commercio, vi è stato già un incontro tra la sindaca e Papa Francesco e quest'ultimo si è dimostrato disponibile a concludere il contenzioso, il quale ammonterebbe ad almeno 19 milioni di euro.

La materia fiscale di competenza dei beni ecclesiastici non è per niente cosa da poco. E, per quanto riguarda gli appartamenti in Vaticano, assicurano che sono tutti di proprietà dell’Apsa - ente che si occupa del patrimonio immobiliare della Santa Sede - e sono già in regola con i tributi dovuti.

In merito a ciò è intervenuto Grillo, che appoggia l'iniziativa della Raggi: "È giustissimo che la chiesa paghi l’Imu". Subito è arrivato il monito da parte del Pd: "Invece che le solite sparate, utili solo per i giornali, si faccia una commissione mista a livello romano per capire se ci sono strutture della Chiesa che dovrebbero pagare l’Imu, ma non la pagano. Il tema Imu è un sempre verde per il M5S, ma sa tanto di battaglia per avere qualche consenso in più", critica il deputato Edoardo Patriarca.

Papa Francesco: "Rivolgo un appello per un atto di clemenza verso i carcerati idonei"

CDV - "In occasione del Giubileo dei carcerati, rivolgo un appello alle autorità civili e politiche affinché valutino la possibilità di compiere un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento" ha dichiarato Papa Francesco nella giornata di domenica 6 novembre 2016 rivolgendosi ai detenuti presenti in Piazza San Pietro.

"Il mio appello riguarda anche il miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri e una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva. Una certa ipocrisia spinge a vedere in voi solo delle persone che hanno sbagliato e per le quali l'unica via è quella del carcere".

Papa Francesco alla squadra olimpica rifugiati: "Siate un grido di pace e di speranza"

Papa Francesco ha scritto una lettera alla prima squadra di rifugiati che partecipa ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro.
"Cari fratelli"scrive Papa Bergoglio nella missiva pubblicata da 'Radiovaticana' "voglio farvi pervenire il mio saluto e il mio desiderio di successo in queste Olimpiadi. Che il coraggio e la forza che portate dentro possano esprimere attraverso i Giochi Olimpici, un grido di fratellanza e di pace. Che, tramite voi tutti, l'umanità comprenda che la pace è possibile, che con la pace tutto si può guadagnare; invece con la guerra tutto si può perdere. Desidero che la vostra testimonianza faccia bene a noi tutti. Prego per voi e per favore vi chiedo di pregare per me. Che Dio vi Benedica”. Firmato: “Fraternamente, Francesco".
Della squadra fanno parte 10 atleti, 6 uomini e 4 donne, che hanno sfilato al Maracanà con un'unica bandiera, quella delle Olimpiadi: ci sono due nuotatori siriani, due judoka della Repubblica Democratica del Congo e sei corridori provenienti da Etiopia e Sud Sudan. Sono tutti fuggiti da violenze e persecuzioni e hanno cercato rifugio in altri Paesi. La 18enne Yusra Mardini, siriana, profuga a Lesbo, ha salvato decine di persone spingendo a nuoto con la sorella il gommone fino a riva. Parlano lingue diverse ma rappresentano un unico popolo di oltre 60 milioni di persone in fuga che hanno in comune il dolore e la speranza.

Papa Francesco: "Lo spirito delle Olimpiadi di Rio 2016 ispiri tutti alla solidarietà"

"Vorrei rivolgere un saluto affettuoso al popolo brasiliano, in particolare alla città di Rio de Janeiro, che ospita gli atleti e gli appassionati di tutto il mondo in occasione delle Olimpiadi" ha dichiarato Papa Francesco nell'udienza generale del mercoledì parlando delle Olimpiadi di Rio 2016 "In un mondo che ha sete di pace, tolleranza e riconciliazione, auguro che lo spirito dei Giochi Olimpici possa ispirare tutti, partecipanti e spettatori, a combattere 'la buona battaglia' e terminare insieme la corsa, desiderando conseguire come premio non una medaglia, ma qualcosa di molto più prezioso: la realizzazione di una civiltà in cui regna la solidarietà, fondata sul riconoscimento che tutti siamo membri di un’unica famiglia umana, indipendentemente dalle differenze di cultura, colore della pelle o religione. E per i brasiliani, che con la loro gioia e caratteristica ospitalità organizzano la Festa dello Sport, auspico che questa sia un’opportunità per superare i momenti difficili e impegnarsi nel 'lavoro di squadra' per la costruzione di un paese più giusto e più sicuro, scommettendo su un futuro pieno di speranza e di gioia".

Papa Francesco: "Speriamo che il mondo si faccia attento sulla questione dei migranti"

"Non siete soli. In questi mesi e settimane avete patito sofferenze alla ricerca di una vita migliore. Molti di voi sono stati costretti a fuggire da una situazione di disagio. Molti altri si trovano in campo di rifugio nella speranza di costruire una nuova vita in questo Continente" ha dichiarato Papa Francesco parlando da Lesbo, dove si è recato in visita al campo profughi "Sono venuto qui per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Siamo venuti per richiamare l'attenzione del mondo su questa grave crisi umanitaria e implorare la soluzione. Speriamo che il Mondo si faccia attento a questa situazione di bisogno e rispondo in mode degno. Sappiamo anche che queste crisi possono fare emergere il meglio di noi. Moltissimo resta da fare, ma c'è sempre qualcuno che può tendere la mano e aiutarci. Quindi il messaggio che desidero lasciarvi è questo: non perdete la speranza, il più grande dono che possiamo darci è l'amore. Possano tutti fratelli e sorelle di questo Continente, come il 'buon samaritano', venirvi in aiuto in quello spirito di carità e fratellanza per la dignità umana che ha contraddistinto la sua lunga storia".

Papa Francesco al Congresso Usa: "Abolire la pena di morte"

CDV - Papa Francesco ha chiesto che anche negli Stati Uniti venga abolita la pena di morte e lo ha fatto parlando dal palco del Congresso Usa, riunito in sessione congiunta per la prima visita di un pontefice romano in quello che rappresenta uno dei luoghi più importanti del potere politico della Superpotenza americana.

Il Pontefice, parlando a senatori e parlamentari, ha ricordato la "regola d'Oro" che si rifà al motto evangelico "Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te", aggiungendo che questa regola "ci mette anche di fronte alla nostra responsabilità di proteggere e difendere la vita umana in ogni fase del suo sviluppo".

"Questa convinzione mi ha portato, fin dall'inizio del mio ministero, - ha spiegato nel suo discorso al Congresso - a sostenere a vari livelli l'abolizione globale della pena di morte. Sono convinto che questa sia la via migliore, dal momento che ogni vita è sacra, ogni persona umana è dotata di una inalienabile dignità, e la società può solo beneficiare dalla riabilitazione di coloro che sono condannati per crimini".

Francesco ha, quindi, ricordato come proprio recentemente gli stessi vescovi statunitensi hanno rinnovato il loro appello per l'abolizione della pena di morte. "Io - ha sottolineato - non solo li appoggio, ma offro anche sostegno a tutti coloro che sono convinti che una giusta e necessaria punizione non deve mai escludere la dimensione della speranza e l'obiettivo della riabilitazione".

Papa Francesco a Cuba, folla oceanica in Plaza de la Revolucion

"Non dimentichiamoci della Buona Notizia di oggi: la grandezza di un popolo, di una nazione; la grandezza di una persona si basa sempre su come serve la fragilità dei suoi fratelli. In questo troviamo uno dei frutti di una vera umanità". Così il Papa ha terminato l'omelia nella messa all'Avana in Plaza de la Revolucion, all'Avana, la piazza teatro dei grandi raduni cubani, caratterizzata dal celebre ritratto murale di Che Guevara, aggiungendo: "Chi non vive per servire, non serve per vivere".

Il "servizio" agli altri, invocato da papa Francesco nella messa all'Avana, "non è mai ideologico - ha detto -, dal momento che non serve idee, ma persone".

Papa Francesco è arrivato con la "papamobile" aperta ed è stato accolto con una grande ovazione della folla - la piazza può contenere fino a 600 mila persone - con bandierine di Cuba e del Vaticano che cantava inni locali.

Il Pontefice ha impartito personalmente la prima comunione a dieci bambini. E' la prima volta che questo accade in un viaggio di un Papa. Prima di iniziare la messa, davanti alla sacrestia Francesco ha incontrato brevemente alcuni rappresentanti di altre confessioni cristiane presenti a Cuba.

Per la visita del Papa è stata realizzata una grande scritta "Missionero de la misericordia". Ad attenderlo, tra migliaia di persone, anche il presidente cubano Raul Castro e la presidente dell'Argentina Cristina Kirchner, giunta nell'isola caraibica già da ieri.

A Plaza de la Revolucion celebrarono anche papa Wojtyla nel 1998 e papa Ratzinger nel 2012.

Papa Francesco: "Oggi ci vuole coraggio per sposarsi: non bastano abito e fiori"

CDV - Mercoledì 6 maggio 2015 Papa Francesco, durante il suo consueto giro in jeep prima dell’udienza generale, si è fermato a salutare un gruppo di ragazzi cinesi presenti sul sagrato di piazza San Pietro. Ha fermato la papa-mobile ed è sceso a stringere le mani. Durante l’udienza il Pontefice si è soffermato sul significato del matrimonio per i fedeli.

"Non è solo una cerimonia in chiesa con fiori, abito e foto. E' un sacramento" ha dichiarato Papa Francesco "Oggi ci vuole coraggio per sposarsi, per questo i novelli sposi li chiamo 'i coraggiosi'".
"Il matrimonio cristiano" continua nella sua udienza il Santo Padre "non è semplicemente una cerimonia in Chiesa, con fiori, abito, le foto, è un sacramento che avviene nella chiesa e che anche fa la Chiesa dando inizio ad una nuova comunità familiare". Papa Francesco spiega inoltre che l’amore tra i coniugi, che san Paolo descrive sulla immagine dell’amore di Cristo per la Chiesa, ha "una dignità impensabile, ma in realtà iscritta nel disegno di Dio e con la grazia, e innumerevoli coppie cristiane pur con i loro limiti e peccati l’hanno realizzata".

"Ci vuole coraggio per amarsi come Cristo ama la Chiesa. Gli sposi debbono essere coraggiosi abbastanza per portare questo mistero in 'vasi di creta'" ha spiegato citando l’immagine usata da San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi "Per questo gli sposi coraggiosi sono una risorsa essenziale per la Chiesa: Dio li benedica mille volte per questo".

"Ma voi mariti qui presenti capite questo? Capite cosa vuol dire amare la propria moglie come Cristo ama la Chiesa, questi non sono scherzi, è serio" aggiunge, infine, il Pontefice spiegando che la analogia che san Paolo stabilisce tra l’amore di Cristo per la Chiesa e l’amore che le coppie e i cristiani si devono gli uni gli altri, è imperfetta, ha un senso altissimo e rivoluzionario e allo stesso tempo semplice e alla portata di ogni uomo e donna che si affidano alla grazia di Dio. 

Expo2015. Papa Francesco: "Expo sia un'occasione per globalizzare la solidarietà"

MILANO. "Expo e' l'occasione propizia per globalizzare la solidarietà, cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente". A sostenerlo Papa Francesco nel suo messaggio per Expo2015, in diretta dal Vaticano.

"Vorrei che oggi ogni persona che visiterà Expo possa percepire la presenza nascosta dei volti di uomini e donne che hanno fame, che si ammalano e persino muoiono a causa di una alimentazione carente o nociva".

"Facciamo in modo che Expo sia espressione di un cambiamento di mentalità, perché le nostre azioni abbiano un impatto su chi vicino o lontano soffre la fame. Soprattutto i bambini - ha poi detto il Pontefice -. E' una grande sfida a cui Dio chiama l'umanità: smettere di abusare del giardino che il Signore ci ha affidato perché tutti possano mangiarne i frutti".

Milano: Papa Francesco interverrà in diretta all'inaugurazione di Expo 2015

MILANO. "L'abbiamo saputo poco fa, è una bellissima sorpresa: il Santo Padre ci onora di essere con noi, interverrà con noi alla cerimonia d'apertura. È una cosa che ci dà molta gioia". A sostenerlo il commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala, ospite del Tg1, annuncia che ci sarà anche un intervento di Papa Francesco all'apertura della rassegna. "L'1 maggio la cerimonia d'apertura sarà alle ore 12, ma i cancelli saranno aperti dalle 10, è il primo giorno di apertura, invito tutti a partecipare a un evento strepitoso, un evento per le famiglie".

"Papa Francesco interverrà venerdì 1° maggio alla cerimonia di inaugurazione di Expo Milano 2015 con un collegamento in diretta reso possibile dalla collaborazione tra la Rai e il Ctv, Centro televisivo vaticano - si apprende inoltre in una nota del Vaticano -. La decisione del Pontefice di partecipare all’apertura dell’Esposizione universale ribadisce il coinvolgimento della Chiesa nei confronti dei temi evocati da 'Nutrire il pianeta. Energia per la vita' cui è dedicata questa edizione dell’Expo. La Chiesa cattolica, infatti, partecipa all’evento in diverse forme".

La Santa Sede è presente in Expo 2015 ufficialmente come Paese espositore, con un proprio Padiglione intitolato “Non di solo pane” all’interno del quale si sviluppa un percorso espositivo basato su diversi linguaggi artistici, dai più tradizionali a quelli innovativi, suddiviso in quattro grandi capitoli: “un giardino da custodire”, “un cibo da condividere”, “un pasto che educa”, “un pane che rende presente Dio nel mondo”.

Papa Francesco: "La corruzione puzza, una società corrotta puzza"

NAPOLI. "La corruzione puzza, una società corrotta puzza. Un cristiano che lascia entrare dentro di sè la corruzione non è cristiano. La mia presenza qui oggi vuole essere un impulso alla rinascita che è già in atto". Così Papa Francesco da Scampia, prima tappa della sua visita a Napoli. "La buona politica è un servizio alle persone - ha aggiunto - che si esercita in primo luogo a livello locale. La buona politica è una delle espressioni più alte della carità. Fate una buona politica, ma tra voi, tra tutti si fa una buona politica. Napoli è sempre pronta a risorgere. La sua radice risiede nell'animo stesso dei napoletani, soprattutto nella loro gioia, religiosità e pietà".  Il Pontefice parla anche dell'emergenza lavoro: "E' grave che tanti giovani sono senza lavoro. Che cosa fa un giovane senza lavoro? Questa è una responsabilità non solo della città, del Paese, ma del mondo. C'è un sistema economico che scarta i giovani dal lavoro. Il problema non è mangiare, ma è non avere la possibilità di portare il pane a casa, e quando non si guadagna il pane si perde la dignità". Il Pontefice rivolge un appello anche per "i migranti. Tutti siamo in cammino. Nessuno di noi ha una dimora fissa in questa terra. Tutti dobbiamo andare a trovare Dio, prima o poi".

Il Papa: "Un mondo in cui le donne sono emarginate è un mondo sterile"

(Foto: ANSA)
CDV. "Un saluto a tutte le donne che ogni giorno cercano di costruire una società più umana e accogliente. E un grazie fraterno a quelle che in mille modi testimoniano il Vangelo e lavorano nella chiesa". Oggi, 8 Marzo, e' "una occasione per ribadire l'importanza delle donne e la necessita' della loro presenza nella vita. Un mondo in cui sono emarginate è un mondo sterile. Le donne vedono oltre. Ci trasmettono la capacità di vedere il mondo con occhi diversi". A dirlo Papa Francesco durante l'Angelus in piazza San Pietro.

Papa Francesco: "Dio perdona sempre, l’uomo a volte, la terra mai"

CITTA' DEL VATICANO. "Primo: rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della in equità. Secondo: adottare politiche economiche coraggiose per «la dignità della persona umana e il bene comune. Terzo: custodire la terra, che chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni, per consegnarla migliorata ai figli". 
Sono queste le tre raccomandazioni di Papa Francesco per l’evento "Le Idee di Expo 2015".
"In occasione della mia visita alla Fao ricordavo come, oltre all'interesse per la produzione, la disponibilità di cibo e l'accesso a esso, il cambiamento climatico, il commercio agricolo che sono questioni ispiratrici cruciali, la prima preoccupazione dev’essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo per la sopravvivenza. C'è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l'uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi" ha dichiarato Papa Francesco.
"Ricordo nuovamente, come già fatto alla Fao" conclude Papa Francesco "una frase che ho sentito da un anziano contadino, molti anni fa: 'Dio perdona sempre, le offese, gli abusi; Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La terra non perdona mai. Custodire la sorella terra, la madre terra, affinché non risponda con la distruzione'. La terra ci è stata affidata perché possa essere per noi madre, capace di dare quanto necessario a ciascuno per vivere. Una volta ho sentito una cosa bella: la Terra non è un’eredità che noi abbiamo ricevuto dai nostri genitori, ma un prestito che fanno i nostri figli a noi, perché noi la custodiamo e la facciamo andare avanti e riportarla a loro. La terra è generosa e non fa mancare nulla a chi la custodisce. La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita, perché è stato un prestito che loro hanno fatto a noi".