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I Lord sfidano la May sulla Brexit: "Garantire i diritti dei cittadini Ue"


di ILEANA CIRULLI - Il governo di Theresa May è stato battuto per la prima volta sulla Brexit. La House of Lords ha sfidato il premier conservatore, approvando un emendamento alla legge destinata ad autorizzare l'esecutivo ad avviare i negoziati per il divorzio da Bruxelles. Tale emendamento prevede principalmente garanzie per i cittadini provenienti dall'Unione europea che vivono già nel Regno Unito - circa 3,3 milioni. Ciò non arresta le procedure della Brexit, ma avrà il solo obiettivo di ritardare l'avvio della procedura prevista dall'articolo 50 del trattato di Lisbona per l'uscita del Regno Unito dall'Ue. La House of Lord, assemblea parlamentare costituita da 805 componenti, si è espressa con 358 voti a favore e 256 contrari, all'emendamento che assicurerà gli stessi diritti di cittadinanza in Gran Bretagna ai cittadini Ue che risiedono in territorio britannico. Decisivi sono stati i voti dei Lord laburisti, dei liberaldemocratici e degli indipendenti, ma anche qualche conservatore ha votato "si".

Il testo verrà esaminato nuovamente dalla Camera dei Comuni, che avrà l'ultima parola in quanto unica camera elettiva del regno e che in realtà lo aveva già approvato senza emendamenti. Tutto ciò sgretola le aspettative della May, la quale voleva attuare il procedimento per l'uscita dall'Europa già a marzo.

La Brexit sempre più vicina alla sua approvazione

(Foto ANSA)

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - La Brexit, che permette al Regno Unito di poter uscire dall'Ue, con 494 voti a favore e 122 contrari, ha ottenuto il via libera della Camera dei Comuni. La legge passa al vaglio della Camera dei Lord, il prossimo 20 febbraio. Theresa May ha annunciato che nulla cambierà per i cittadini dell'Unione europea che vivono nel Regno Unito come per i britannici nel resto dell'Ue. Respinto l'emendamento dei laburisti che chiedevano all'esecutivo di informare il Parlamento ogni due mesi sui nuovi negoziati con Bruxelles, la May ha assicurato che i nuovi accordi verranno proposti al Parlamento prima dell'approvazione definitiva.

"Su Brexit voti Parlamento", Corte dà torto al governo May


La Corte Suprema di Londra dà torto al governo di Theresa May disponendo oggi in via definitiva che la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per l'avvio dei negoziati con l'Ue per la Brexit dovrà essere autorizzato da un voto del Parlamento britannico. Il verdetto conferma quello di primo grado dell'Alta Corte e vanifica le speranze della May che aveva presentato ricorso invocando il diritto ad attivare l'articolo 50 d'autorità, nel rispetto della volontà popolare del referendum del 23 giugno.

La Corte ha escluso qualunque potere di veto da parte delle assemblee di Scozia, Galles e Irlanda del Nord sulla Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue

L'indice Ftse 250 azzera il calo e si porta in rialzo al +0,2% dopo la decisione della Corte Suprema sulla Brexit.

Trump: la Nato Organizzazione obsoleta. La Brexit è una grande cosa


di Mariagrazia Di Raimondo - Donald Trump ha rilasciato la sua prima intervista al Sunday Times, media britannico. Il tycoon ha dichiarato che dopo l'insediamento alla Casa Bianca, previsto per il 20 gennaio, rafforzerà i confini degli Stati Uniti e firmerà dei provvedimenti che hanno per oggetto delle limitazioni nei confronti degli europei che viaggeranno negli Usa e controlli "estremi" per chi proviene dai paesi islamici. L'intervista ha riguardato il tema della Brexit. Trump l'ha definita "una grande cosa, affermando che l'Unione europea rappresenta la base per raggiungere gli obbiettivi della sola Germania". Con la dichiarazione: "Trovo intelligente che la Gran Bretagna sia uscita", il neopresidente fa intendere di voler fare un accordo con il paese britannico. Nell'intervista non può mancare la domanda sulla Russia, a cui il magnate ha risposto:"dobbiamo fidarci di Vladimir Putin". Secondo i tabloid inglesi, è in programma un incontro tra i due Presidenti, per consolidare i rapporti tra le due super potenze, così come avvenne nel 1986 tra Reagan e Gorbačëv, notizie prontamente smentita dall'entourage americana, che ha bollato questa indiscrezione come falsa. Altro tema toccato è la Nato definita dal magnate "obsoleta", non in grado di combattere l'Islam e che si appoggia troppo alle risorse americane. Nessun riferimento infine della presunta intenzione del immobiliarista repubblicano, di "sfrattare" la stampa dalla Casa Bianca per trasferirla a West Wing di Pennsylvania Avenue.