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Xylella: è allarme europeo


di PIERO CHIMENTI - La Xylella ormai sta diventando sempre più un caso europeo, di cui pare non ci sia una soluzione per combatterla in maniera definitiva. A comunicarlo è la Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare. 

Secondo quanto contenuto nella relazione, l'unico modo per contrastare il batterio che sta minacciando il raccolto dei Paesi mediterranei, tra cui l'Italia, è il continuare ad utilizzare di metodo che prevede il taglio delle piante che si trovano nel raggio di 100 metri che potrebbero essere suscettibili di contagio, ma solo una diagnosi preventiva potrebbe ridurre il raggio di alberi da abbattere. Al momento il batterio killer si è ripresentato nelle coltivazioni di Toscana e Portogallo.

L’ABBATE (M5S) INVITA GLI AGRICOLTORI A NON FARSI INGANNARE DAI SANTONI - Con l’aggiornamento della propria valutazione, il gruppo di esperti scientifici EFSA ha evidenziato l’importanza di mettere in atto misure di controllo, come quelle specificate dalla Commissione europea, per evitare l’ulteriore diffusione della Xylella fastidiosa e per eradicare i focolai già in atto. È fondamentale ridurre al minimo il tempo che intercorre tra l’individuazione e l’attuazione di misure di controllo quali la rimozione delle piante infette e l’istituzione di aree delimitate. Ridurre l’area cuscinetto peraltro causa un ampliamento delle zone infette. Ma, soprattutto, l’EFSA ha ribadito che “non esiste ancora un modo conosciuto per eliminare il batterio da una pianta malata in reali condizioni di campo. In esperimenti recenti è stata valutata l’efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati mostrano che esse possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare la Xylella fastidiosa in condizioni di campo per lungo periodo”. Si pone l’accento, infine, sul lungo periodo occulto di questo organismo nocivo.

“Alla luce della pubblicazione dell’EFSA diviene fondamentale ribadire a tutti gli agricoltori e i proprietari di alberi di ulivo di non farsi ingannare da santoni, shampisti o sedicenti taumaturghi – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, componente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Invito pertanto a diffidare da chi vuol propinare una cura perché molto probabilmente ha altri interessi. Come ci ricorda Piero Angela, la velocità della luce non si sceglie per alzata di mano: i risultati vanno ottenuti con metodo scientifico e con i tempi necessari per trovare una soluzione che non si riveli fallace. Compito della politica è agevolare la scienza nel suo lavoro, sostenendo la ricerca sempre più necessaria, nonché – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – applicare concretamente e seriamente quelle misure di contenimento che sono le uniche, al momento, utili quantomeno a non permettere il diffondersi del batterio. Come ha dichiarato la stessa EFSA, infatti, le aree maggiormente a rischio contagio sono quelle dell’Europa meridionale per tipologie climatiche simili a quelle in cui notoriamente il patogeno si presenta in altre parti del mondo”.

Oltre l'80% della superficie agricola europea contiene pesticidi

ROMA - Uno o più tipi di pesticidi sono stati rilevati in oltre l'80% dei terreni agricoli europei, secondo uno studio dell'Università di Wageningen nei Paesi Bassi, pubblicato mercoledì sulla rivista scientifica Science of the Total Environment. Gli scienziati hanno esaminato la presenza di 76 composizioni di pesticidi su terreni agricoli in undici paesi europei. Il team di ricerca ha analizzato campioni provenienti dallo strato superiore di 317 terreni agricoli europei, dove vengono coltivate diverse colture come patate, grano, mais e verdure, oltre ai vigneti. Hanno effettuato test in undici paesi europei: Portogallo, Regno Unito, Danimarca, Italia, Grecia, Spagna, Ungheria, Polonia, Paesi Bassi, Francia e Germania. Questi paesi sono stati selezionati perché hanno il maggior numero di terreni agricoli e utilizzano il più alto numero di pesticidi in agricoltura.

I pesticidi più comunemente rilevati sono il glifosato e il suo composto chimico, l'acido amminometilfosfonico (AMPA) - vietato in Europa da decenni - e i pesticidi chimici boscalid, epoxiconazolo e tebuconazolo. Il maggior numero di pesticidi trovati nel suolo era di 2,87 milligrammi per chilogrammo di suolo. "Come abbiamo rilevato più di un residuo di pesticidi nel 58% dei campioni, si può affermare che la presenza di diversi pesticidi nel suolo è la regola piuttosto che l'eccezione", spiega la professoressa Violette Geissen del gruppo di ricerca Soil Physics and Land Management. Secondo i ricercatori, non è ancora chiaro quali effetti hanno le sostanze sugli organismi del suolo. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha già studiato gli effetti dei residui di pesticidi, ma non si sa nulla degli effetti delle miscele.

Il gruppo di ricerca sta sostenendo la legislazione UE sulle soglie e gli standard di qualità per i pesticidi nel suolo, sia per un qualche tipo di pesticida sia per i composti che mettono in pericolo organismi del suolo essenziali. "In primo luogo, gli effetti di ciascuna miscela di pesticidi e pesticidi devono essere accuratamente testati prima di poter sviluppare norme adeguate per la protezione del suolo", hanno concluso i ricercatori. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il solo fatto che si trovino ancora prodotti alimentari messi in commercio sul mercato unico che presentano quantità di pesticidi oltre i limiti di legge deve far riflettere perché evidentemente gli sforzi fatti a partire dalla tracciabilità dei beni non sono ancora serviti, mentre tanti altri devono essere fatti per obbligare l'UE ad abbassare ulteriormente le soglie legali sulle dosi di prodotti e sostanze chimiche.

Politica agricola comune: preoccupazione delle Regioni per le proposte di Regolamento Ue

ROMA. Le proposte di Regolamento della Commissione Europea per la riforma della Politica Agricola Comune (Pac) post 2020 preoccupano fortemente le Regioni e le Province autonome. Il tema è stato affrontato nel corso della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunita oggi a Mazara del Vallo in occasione dell’edizione 2018 di Blue Sea Land. Il confronto fra gli assessori ha portato alla elaborazione di un ulteriore documento, dopo quello di giugno, "per cercare di correggere una proposta che non è nata bene e che non tiene in adeguato conto il fatto che il nostro Paese ha un ordinamento a base regionalista", ha commentato l’assessore alle Risorse agroalimentare della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, in qualità di coordinatore della Commissione Politiche Agricole. Trasmetterò il documento al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Stefano Bonaccini e al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo in vista del Consiglio europeo dei Ministri all’Agricoltura convocato per il 15 e il 16 ottobre 2018. "La nuova Pac – ha spiegato di Gioia - marginalizza il ruolo delle Regioni che diventano un organismo intermedio e riporta al centro la gran parte delle scelte sulle misure da attuare. Il lavoro che stiamo portando avanti come sistema unitario delle Regioni mira a recuperare quel ruolo e quel patrimonio di esperienza maturato negli anni dalle Regioni che sino ad oggi ha consentito di adattare le scelte programmatiche alle specificità dei territori. Per questo abbiamo elaborato - ha proseguito Di Gioia - un pacchetto di emendamenti per correggere il modello della governance della Pac affinché sia riconosciuto alle Regioni il ruolo di Autorità di Gestione, siano reintrodotti i Programmi Operativi regionali e a garantire alle Regioni quell’autonomia nell’impostazione degli interventi dei Programmi operativi necessaria per dare risposte concrete ai fabbisogni dei territori. Credo peraltro che non resteremo soli, altre Regioni europee ci seguiranno su questa strada". L’Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Edy Bandiera, ritiene: ”particolarmente significativo e motivo di orgoglio che la posizione delle Regioni e delle Province autonome sulle proposte della Commissione europea di riforma della PAC post 2020 sia stato approvato proprio qui in Sicilia. È importante che si parta dal Mezzogiorno d’Italia per rivendicare quel ruolo e quelle prerogative che sono proprie delle Regioni, non solo perché riconosciute dalla Costituzione ma soprattutto perché guadagnate sul campo, maturate in tanti anni di esperienza gestionale con i Psr, rivolgendo sempre una particolare attenzione alle specificità dei territori che caratterizzano il nostro Paese".

Ostuni: giovedì 14 dicembre incontro sulla cura contro la Xylella

OSTUNI (BR). Proseguono le interessanti iniziative nella città di Ostuni: giovedì 14 dicembre 2017, a partire dalle ore 16:30 presso la Cava San Giovanni (entrata a destra sopra la crosta della cava), si terrà un incontro organizzato da Cinzia Battistini, fondatrice ed ideatrice di ExpoYes, per agronomi interessati ad una cura biologica contro la Xylella attraverso i tannini.

All'incontro sarà inoltre presente il dottor Rodolfo Graziani, veterinario esperto di botanica.

Per prenotare e confermare la presenza, contattare il numero 3393692339.

Ostuni: inaugurato nella villa comunale 'Hortus', il mercatino dell’Orto e del Giardino

OSTUNI (BR). Apertura ufficiale sabato 28 ottobre 2017 del mercatino dell’Orto e del Giardino nella Villa Comunale di Ostuni a cura dell’associazione Hortus Puglia. All’inaugurazione hanno partecipato il presidente di Hortus Puglia, Pierangelo Argentieri, il sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola, l’assessore al Turismo e Marketing territoriale Vittorio Carparelli, l’assessore alle Attività Produttive Maria Zurlo e la vicepresidente di Hortus Puglia Alma Sammarco.
L’evento, come ha spiegato il presidente  Pierangelo Argentieri: "Si apre oggi una due giorni all’insegna del vivaismo di qualità con espositori e collezionisti provenienti dalla Puglia e da altre Regioni italiane, ma anche una manifestazione unica per gli amanti del giardinaggio e della natura dove si si potrà partecipare a laboratori, mostre, presentazione di libri e momenti di confronto sui diversi temi legati al green e alla biosostenibiltà. È sicuramente una nuova occasione per pubblicizzare la bellezza di Ostuni". Hortus Ostuni rientra a pieno titolo nella programmazione autunnale dell’Amministrazione comunale della Città Bianca e come spiega l’assessore al Turismo e Marketing territoriale Vittorio Carparelli: "Si inserisce perfettamente nella promozione del  turismo rurale ed eco-sostenibile che si sta sviluppando su tutto il territorio". 
Tanti le associazioni culturali che presentano sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017 ad Ostuni il loro impegno nel settore: Adipa Puglia, Itaca, Ville e Giardini di Puglia, Exterra. Avranno propri spazi espositivi i più importanti Parchi Pugliesi: Torre Guaceto, Dune Costiere, Costa Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase,
Alta Murgia Pugliese e Salina dei Monaci. Nello splendido scenario della Villa Comunale al centro della Bianca Ostuni, si potranno ammirare esposizioni uniche con varietà di funghi e frutti antichi ma anche di bonsai.
Domenica 29 ottobre 2017 ci saranno dei laboratori di costruzione aquiloni e musica dal vivo in collaborazione con l’associazione “Migrantes Brindisi” e il Cara, il Centro di accoglienza richiedenti asilo dello stesso capoluogo. Saranno presentati i libri “La Timidezza delle chiome” di Pietro Maroè, studente ed  arbonauta che si occupa di studiare e misurare gli alberi monumentali e “Varietà frutticole tradizionali del Salento” di Francesco Minonne, biologo e ricercatore salentino. 
L’edizione autunnale di Hortus Ostuni avrà anche una madrina speciale che seguirà l’evento da grande esperta del settore. Si tratta della blogger e scrittrice genovese Simonetta Chiaruggi. Il suo blog  Aboutgarden è diventato un punto di riferimento in Italia dei tanti amanti del genere green.
Ecco il programma dettagliato di domenica 29 ottobre 2017, ultimo appuntamento con Hortus Ostuni:
- Ore 10:00 Conversazione: “Colori, sapori e profumi dell’orto invernale” Intervengono: il Dott. Agr. Angelo Giordano e l’Avv. Valerio Tanzarella (società benefit Ex Terra s.r.l.) 
-  Ore 11:00 Presentazione libro: “Buon gardening! Coltivare piante e fiori in terrazzo e in giardino, utilizzarli in casa e in cucina” (Mondadori) Interviene: L’autrice Simonetta Chiarugi
- Ore 12:00  Incontro: “Rose Antiche. Dal restauro filologico al disegno di un nuovo giardino”  Interviene: Stefania Perito, esperta rodologa
- Ore 13:00 Incontro: “Luna, Laboratorio rurale: pratiche di innovazione sociale” Interviene:Fabiana Fassi
- Ore 15:00 Incontro: “Tetti verdi” Interviene:Angelo Lamanna, del Vivaio Santo Stefano (Monopoli)
- Ore 15:30 Presentazione: Associazione “Ville e Giardini di Puglia” Interviene: Elvira Addonizio, paesaggista
- Ore 16:00 Presentazione Libro: “Storie di agrumi e paesaggi, i pomi citrini dello Sperone d’Italia” (Edizioni del Rosone) Interviene: L’autore Nello Biscotti, Botanico Presentazione libro: “Varietà frutticole tradizionali del Salento” – Edito dal Parco Otranto-Santa Mari di Leuca e Bosco di Tricase. Interviene: L’autore Francesco Minonne, Biologo e ricercatore
- Ore 17:00 Conversazione: “Vivai e giardini nelle aree protette” Intervengono: Il Dott. Biol. Francesco Minonne per il Parco naturale regionale Costa Otranto-Leuca e Bosco di Tricase; Il Dott. Biol. Leonardo Beccarisi per la Riserva naturale statale Torre Guaceto; Il Dott. Agr. Gianfranco Ciola Direttore Parco Regionale Dune Costiere; Il Dott. Forestale Alessandro Mariggiò Direttore per Le Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale. Modera: Il Dott. Gianfranco Ciola.

Pesticida vietato nelle uova di aziende avicole: ritirate perché contenevano tracce di Fipronil

Il board olandese per la sicurezza alimentare NVWA ha chiuso 180 aziende agricole di pollame nei Paesi Bassi dopo che tracce di un pesticida vietato sono state trovate nelle uova. Da allora, qualche preoccupazione è emersa in Germania per le uova provenienti da Belgio e Paesi Bassi. Lo stato del Nord Reno - Westfalia ne ha ritirato così dalla vendita quasi 1 milione dopo aver scoperto, in un'azienda di imballaggio e di distribuzione, la presenza dell'insetticida in alcune uova. Anche il dipartimento dell'agricoltura della Bassa Sassonia ha trovato tracce di Fipronil nelle uova prodotte da diverse aziende e ordinato il richiamo immediato di 1,3 milioni di uova. Fipronil è usato come insetticida, in particolare per uccidere le pulci delle galline, ed è classificato come un “moderatamente pericoloso” da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità. Secondo gli esperti, la contaminazione è stata provocata da un’azienda olandese, la Chickfriend, situata a Barneveld, che produce antiparassitari nel Gelderland e che ha utilizzato il pesticida per trattare i parassiti. Il Fipronil, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è un pesticida che viene spesso utilizzato per il controllo delle termiti, esche scarafaggi e prodotti per il controllo delle pulci per gli animali domestici. Test di laboratorio hanno rivelato che gli animali che sono stati esposti a Fipronil soffrivano di comportamenti aggressivi e danni ai reni, e ha avuto un drastico cambiamento della funzione della ghiandola tiroidea. Secondo il Journal of Toxicology i cani che sono stati trattati con il Fipronil per uso topico hanno un rischio maggiore di sviluppare cancro alla vescica. Uno studio di cani domestici che sono stati trattati con trattamenti topici delle pulci una o due volte l’anno ha dimostrato che hanno avuto un incremento del 60 per cento del rischio di cancro alla vescica.( Journal of the American Veterinary Association). Teniamo a rassicurare che i prodotti in questione non sono commercializzati in altri Paesi né tantomeno in Italia.

Agricoltura: la Camera approva le misura di sostegno al pomodoro italiano

Dopo l’introduzione, seppur in maniera sperimentale, dell’obbligo di indicare nell’etichetta del latte e dei prodotti derivati commercializzati in Italia la duplice menzione del Paese di mungitura e quello di condizionamento o trasformazione e dopo aver previsto analoga sperimentazione per la filiera della pasta, la Commissione Agricoltura della Camera spinge per estendere questa possibilità anche al settore del pomodoro. Proprio alla luce delle criticità che investono questo comparto si rende necessaria la valorizzazione della filiera del pomodoro da industria, che si contraddistingue per i profili di qualità e genuinità che sono alla base delle produzioni derivate e configurano il pomodoro italiano come una delle eccellenze a livello mondiale. In questo settore, nel nostro Paese, operano oltre 8.000 imprenditori agricoli che coltivano circa 72.000 ettari nonché 120 industrie con oltre 10.000 occupati ed un valore della produzione superiore a 6 miliardi di euro l’anno.
"“Il pomodoro italiano rappresenta il 55% di quello europeo e per questo è fondamentale garantire una informazione completa e la massima trasparenza nei confronti dei consumatori ed una più efficace difesa della qualità e distintività del prodotto nazionale" dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura "Fin dal 2006, per la sola passata di pomodoro è stato introdotto l’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine della materia prima utilizzata, a testimonianza del fatto che anche per i derivati di pomodoro la piena tracciabilità delle produzioni è un imprescindibile elemento di competitività e distintività".
La risoluzione unitaria approvata dalla Commissione Agricoltura di Montecitorio, inoltre, impegna il Governo “a farsi parte attiva perché sia esteso a livello comunitario l’obbligo di utilizzare esclusivamente pomodoro fresco per la produzione di passata, così come avviene in Italia”, “a convocare con la massima sollecitudine un tavolo di confronto con tutti i soggetti della filiera del pomodoro da industria, con l’obiettivo di adottare i provvedimenti necessari al fine di assumere iniziative volte ad estendere anche a questo settore produttivo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di produzione ovvero l’origine della materia prima già introdotto, ai sensi del regolamento (UE) n. 1169/2011, per il latte e i prodotti lattiero-caseari, ed in corso di adozione per la filiera grano pasta, al fine di salvaguardare e valorizzare un comparto importante dell'agroalimentare nazionale, posto che i prodotti che ne derivano esprimono una qualità molto superiore rispetto ad analoghi prodotti esteri e con il loro indotto offrono preziose ed indispensabili opportunità occupazionali”. Nonché “ad intraprendere le occorrenti iniziative per fare fronte alle crescenti problematiche che attraversano il sistema della produzione e della trasformazione del pomodoro da industria del Centro-Sud Italia e, in tale ambito, a favorire la costituzione ed il riconoscimento di un'organizzazione interprofessionale per il relativo settore Centro-meridionale”.

Xylella, "persa un'occasione per l'agricoltura pugliese"


BARI - È il presidente della IV Commissione, Donato Pentassuglia ad avviare la discussione generale sul disegno di legge “Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nel territorio della Regione Puglia”.

“Nel 2013, a seguito di segnalazione di numerosi casi di disseccamento degli olivi in agro di Gallipoli, sono state avviate indagini approfondite con la collaborazione delle Istituzioni scientifiche di Bari ed effettuate ispezioni con prelievo di diverse tipologie di campioni sottoposti ad analisi di laboratorio al fine di individuare gli agenti causali del fenomeno. In seguito a tali indagini, il CNR di Bari - Università degli Studi di Bari e laboratorio SELGE, hanno segnalato il ritrovamento su olivo, mandorlo e oleandro del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa non presente in Europa

Il batterio Xylella fastidiosa è un batterio da quarantena inserito nell'allegato A1 - parte A della Direttiva 2000/29/CE del Consiglio concernente le Misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità. Come tutti i patogeni da quarantena, Xylella fastidiosa costituisce una grave minaccia non solo per gli ulivi e per le altre piante ospiti presenti in Puglia, ma anche per il restante territorio italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, essendo in grado di compromettere significativamente lo sviluppo economico delle imprese agricole e vivaistiche.

Il disegno di legge riconosce l’importanza di prevenire e contenere la diffusione dell’organismo nocivo. La proposta inquadra in un’unica cornice le iniziative necessarie per gestire la batteriosi da Xylella fastidiosa e contiene tre elementi essenziali.

Il primo riguarda l’approccio fitosanitario e in particolare le attività fondamentali riguardanti il monitoraggio del territorio, la prescrizione delle pratiche agricole per il controllo del vettore e per il rafforzamento della pianta e le misure di estirpazione delle piante infette localizzate in nuovi focolai. Un secondo elemento della proposta mette a fuoco le iniziative utili a ripristinare l’equilibrio economico ed ambientale delle aree colpite e a tutelarne il paesaggio. Infine, come terzo elemento qualificante la proposta intende garantire l’efficace attuazione di quanto disposto rimandando alla istituzione di un’Agenzia regionale per l’innovazione in agricoltura (ARXIA) finalizzata non solo al supporto strategico alle attività del Dipartimento Agricoltura, secondo l’impostazione del modello MAIA, ma anche alla gestione operativa della batteriosi da Xylella Fastidiosa.

Il disegno di legge, mira a gestire nel lungo periodo la situazione che si sta vivendo quale fitopatia come tante che colpiscono le nostre colture, e per questo si è data origine ad una Agenzia antixylella che si occuperà di questa materia, organizzandone ricerca, strategie e monitoraggi, senza rinunciare in alcun modo alla nostra vocazione olivicola”.

Dichiarazione del consigliere dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo. "Di fronte alla più grande tragedia che l'Agricoltura pugliese abbia mai vissuto, e dopo aver perso almeno quattro anni in inutili parole, la risposta della Giunta Emiliano e' non solo parziale ma la solita: la creazione dell'ennesima Agenzia.

È vero, la Xylella per la prima volta e purtroppo in Puglia ha colpito l'olivo e non altre piante, provocando così un danno non solo economico ai produttori di olio, ma anche a livello paesaggistico e storico. Perché nell'ulivo c'è la storia della Puglia. È' però pur vero che ci saremmo aspettati dopo tanti anni una risposta che avesse una visione globale e strategia dell'Agricoltura pugliese e non un provvedimento spot, una manovra diversiva solo per allontanare l'attenzione da un'inerzia che ora non è più tollerabile e che non può essere risolta con un'Agenzia. Siamo davvero rammaricati, abbiamo perso un'occasione per dare una risposta di prospettiva all'Agricoltura pugliese!", conclude Congedo.

M5S: “Il governo regionale dimentica gli agricoltori pugliesi” - “E’ talmente scarso l’interesse di Emiliano per i nostri ulivi e per gli agricoltori pugliesi che questo pomeriggio in aula non c’erano neanche i numeri per poter votare la legge. Il presidente vorrebbe fare il segretario nazionale di partito ma non riesce neanche ad avere il polso della maggioranza in Regione Puglia”. Così gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle al termine della seduta pomeridiana che si è conclusa con un nulla di fatto sulla legge Xylella.

“Con un rinvio pretestuoso - proseguono i cinquestelle - il governo regionale ha ancora una volta penalizzato gli agricoltori e olivicoltori salentini che, grazie al lavoro e ai miglioramenti apportati dal M5S a questa norma, puntualmente concordati e condivisi con altri enti, avrebbero potuto finalmente essere tutelati con misure specifiche.

Loizzo e Cera al flash mob Coldiretti: solidarietà al mondo agricolo


In occasione del flash mob Coldiretti in via Capruzzi, il presidente del Consiglio regionale e il capogruppo dei Popolari, Napoleone Cera, hanno manifestato la solidarietà e l'attenzione dell'Assemblea per i problemi sollevati dall'organizzazione agricola (foto allegate). I danni arrecati dalla neve alle colture hanno aggravato una situazione negativa per l'agrumicoltura, aggiungendosi al crollo dei consumi e dei prezzi, in particolare nel tarantino. Coldiretti chiede misure urgenti.

"La Giunta regionale e l'Assessorato all'agricoltura stanno valutando in questi giorni non solo i danni, che sono purtroppo evidenti e drammatici – ha dichiarato il presidente Loizzo - ma insieme al governo nazionale e al Ministero stanno esaminando tutti i possibili interventi, tanto immediati che strutturali. Per parte nostra, la Conferenza dei capigruppo ha appena deciso che la prossima seduta del Consiglio regionale si aprirà con una relazione del governo regionale e un confronto in Aula sull'intensità dell'evento e sui danni. Verranno considerati anche gli effetti sul mondo agricolo nel suo complesso e illustrate le misure che la Regione sta mettendo in campo".

Emergenza neve: "Subito sgravi fiscali e fondi straordinari"


Taranto - "L'eccezionalità dell'ondata di maltempo che ha investito la nostra regione dal 5 all'11 gennaio richiede risorse aggiuntive ad erogazione immediata, agevolazioni fiscali e sgravi contributivi che permettano alle aziende agricole pesantemente danneggiate di riprendere l'attività".

Il Presidente regionale della Cia Agricoltori Italiani Raffaele Carrabba spiega così i contenuti del documento, che è stato già inoltrato a Governo e Regione, che racchiude una serie di proposte concrete fondamentali per aiutare le imprese a rialzarsi dopo le abbandonanti nevicate.

"Diamo atto alla Regione Puglia di aver immediatamente dichiarato lo stato di emergenza e di aver richiesto il decreto nazionale di declaratoria dello stato di calamità naturale, come tra l’altro sollecitato da questa Confederazione, ma l'evento calamitoso straordinario in termini di quantità di neve caduta, periodo temporale e territorio interessato necessita di ulteriori interventi per risanare le gravi perdite subite - continua Carrabba - Mutuando il modello adottato per le zone colpite dal terremoto andrebbe snellita la burocrazia per garantire tempi davvero rapidi di ripristino, altrimenti appesantiti da procedure lente, farraginose e talvolta inefficaci e tardive".

Il dettagliato documento che elenca le richieste della Cia Agricoltori Italiani della Puglia è stato inviato al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ai Ministri Giuliano Poletti (Lavoro), Maurizio Martina (Politiche Agricole) e Pier Carlo Padoan (Economia e Finanze), al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al Presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, all'assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Leonardo Di Gioia, ai parlamentari pugliesi e ai consiglieri regionali pugliesi.

Tra le istanze, Cia Agricoltori Italiani Puglia ha suggerito, per lo stanziamento di fondi straordinari, una deroga all'art. 5 comma 4 del D. Lgs 102/2004 (e successive modifiche e integrazioni) relativo agli eventi assicurabili, considerato che l’evento è accaduto nei primissimi giorni dell’anno e per le aziende è stato impossibile assicurarsi, e anche se lo avessero fatto l'area interessata è stata troppo vasta e l'evento di proporzioni davvero imprevedibili.

Le intense nevicate e le forti gelate che hanno interessato tutta la Puglia nei giorni scorsi hanno creato irrimediabili danni alle colture, abbattuto e distrutto impianti e strutture (serre, capannoni, tendoni), decimato numerosi allevamenti. Moltissime aziende agricole sono rimaste isolate e senza corrente, senza la possibilità di usufruire delle strade extraurbane, e centinaia di aziende zootecniche hanno buttato migliaia di ettolitri di latte a causa del mancato conferimento.

"Alle aziende agricole e zootecniche pugliesi deve essere risarcito interamente il valore delle produzioni sia arboree che erbacee ed orticole, del latte andato irrimediabilmente perso, dei capi di bestiame deceduti a migliaia - puntualizza il Presidente CIA Puglia Carrabba - Le perdite per ulivo, vite e agrumi vanno calcolate tenendo conto che si ripercuoteranno per i prossimi quattro anni".

In maniera più particolareggiata, Cia Agricoltori Italiani Puglia chiede l'esonero per il 2017 e 2018 dei contributi previdenziali ed assistenziali relativi a CD (Coltivatori Diretti), IAP (Imprenditori Agricoli Professionali), OTD (Operai a Tempo Determinato) e OTI (Operai a Tempo Indeterminato); l'azzeramento dell'accisa per il carburante per l'anno in corso e l'abbattimento delle rate di mutui e prestiti in scadenza nel 2017; l'esenzione dell'Iva sugli acquisti e la conseguente compensazione dell'iva a debito riveniente dalle vendite per il 2017 e il 2018; l'esonero dal pagamento di imposte dirette gravanti su imprese agricole/agrituristiche per il prossimo biennio; l'estensione dell'esenzione IMU per gli anni 2017 e 2018 anche ai terreni e fabbricati colpiti dal maltempo che in condizioni normali non sono esonerati; il pagamento immediato di tutti i premi a saldo PAC 2016 e premi PSR; l'esonero dal pagamento del diritto annuale camerale per gli anni 2017 e 2018; il blocco di tutte le azioni esecutive e/o giudiziarie per le aziende ricadenti nel perimetro delle zone danneggiate dagli eventi calamitosi.

Per agevolare quella che sarà la ricostruzione di fabbricati rurali, stalle, serre e altre strutture, CIA Puglia chiede di prevedere un credito d’imposta pari all’imposta sul valore aggiunto; finanziamenti a tasso zero per reimpianti e ricostruzione anche di vigneti e impianti arborei; fondi straordinari da affidare alla Protezione Civile per la ricostruzione delle infrastrutture e per il ripristino del potenziale produttivo, in aggiunta a quelli previsti già dal PSR; l'erogazione di un prestito di esercizio a tasso zero alle aziende danneggiate.

Nella lista delle richieste di Cia Agricoltori Italiani Puglia c'è anche quella di poter ottenere una dotazione straordinaria di carburante per le aziende che hanno dovuto provvedere autonomamente a ripulire le strade e a liberare dalle neve campi e strutture, quelle che hanno perso capi di bestiame e quelle in cui sono caduti vigneti, alberi, capannoni o serre. CIA Puglia auspica, inoltre, interventi di sostegno per il ripristino delle tubature degli acquedotti danneggiate dal ghiaccio, per il reinnesto con materiale sano e certificato, e per la dotazione di prodotti fitosanitari per la cura delle fitopatie che insorgeranno dopo l'evento calamitoso.

"È necessario chiedere all'Unione Europea ulteriori risorse straordinarie - aggiunge il direttore regionale Cia Agricoltori Italiani Puglia Danilo Lolatte - Per il futuro, la nostra proposta è di costituire un fondo assicurativo per tutelare le aziende agricole dagli eventi naturali e dalle crisi di mercato, in parte coperto dalla fiscalità generale ed in parte dai fondi del PSR. Non possiamo più permetterci che i sacrifici di una vita vengano annientati dalle calamità. I cambiamenti climatici in atto devono spingerci ad una approfondita e seria riflessione, che non si limiti al momento dell'emergenza, utile a predisporre misure strutturali in grado di salvaguardare il patrimonio zootecnico e agricolo pugliese. Abbiamo visto la disperazione negli occhi dei nostri agricoltori davanti alla devastazione nelle campagne e le loro vite non possono essere subordinate a tempi burocratici biblici. Aiutarli a ricostruire ora e subito è l'unica via per restituire speranza e reddito alle imprese".

Cia: Attorno alla lotta sacrosanta per il “100% italiano” si agitano troppi venditori di fumo

 

“La battaglia contro le importazioni indiscriminate di grano dall’estero è sacrosanta e va condotta sia sul piano culturale, aiutando i consumatori italiani a scegliere la qualità e la salubrità del grano italiano, sia dal punto di vista normativo e dei controlli”. La Cia, Agricoltori Italiani di Puglia dice la sua su una questione di centrale importanza per i produttori pugliesi. Fermare le importazioni selvagge, senza alcuna garanzia, e certezza sulla qualità di quel grano che viene utilizzato poi per produrre pane, pasta, e i nostri migliori prodotti. “E’ una battaglia che va condotta in modo rigoroso, serio, non come fanno alcune pseudo associazioni sulla cui natura, e anche sui fini reali che li caratterizzano, ci sono le stesse incertezze che gravano sulla qualità del grano proveniente dall’estero”. Negli ultimi mesi, purtroppo, Cia Agricoltori Italiani di Puglia sta rilevando che, su una questione così complessa e delicata, si va facendo strada una disinformazione preoccupante e controproducente. Si parla di controlli deficitari, attribuendo la titolarità del controllo e delle analisi sui carichi delle navi a organismi – come le dogane (che effettuano un controllo di altro tipo, di certo non quello inerente le analisi) o le Capitanerie di Porto – che non hanno di certo il compito di analizzare la qualità e salubrità degli alimenti. In alcuni ultimi articoli pubblicati su certi blog, organi ufficiali di (dis)informazione appartenenti alle pseudo associazioni di cui sopra, ci si improvvisa esperti di politica internazionale e di regolamenti europei sul controllo degli alimenti dimostrando di essere completamente all’oscuro di tutti quei meccanismi e normative che regolano la materia in questione. Dietro questo tipo di falsa informazione, agitata spesso e volentieri con strumentali secondi fini che nulla hanno a che fare con il bene dell’agricoltura italiana e i fondamentali interessi dei produttori del settore agroalimentare, sembra profilarsi lo spettro della “politica politicante”, tutta proiettata all’acquisizione di consensi del tutto slegati alla reale soluzione dei problemi. Una falsa informazione che porta a una gara a chi urla di più, a chi la spara più grossa per attirare attenzione e consensi sulla pelle e sulla rabbia di tanti agricoltori. L’ultimo e goffo tentativo di attirare l’attenzione riguarda il DON, il deossinivalenolo, una micotossina che può essere presente nei cereali. A chi tenta di mettersi sotto i riflettori strumentalmente, per accaparrare consensi che saranno spesi in chissà quale campagna elettorale, non interessa che le sue false informazioni danneggino la battaglia per promuovere la qualità e la salubrità dell’agricoltura 100% italiana. “A CIA Agricoltori di Puglia, invece, interessa soltanto questo: sappiamo produrre bene e meglio degli altri, con una qualità e una salubrità che non hanno eguali nel mondo, certificando processi di produzione e provenienza di ciò che produciamo. La battaglia per il grano, il pomodoro, gli ortaggi, la frutta, le olive, l’olio e le carni italiane va condotta con serietà e rigore, avanzando proposte serie nelle giuste sedi, chiedendo il rispetto delle regole, pretendendo un adeguato livello di controllo che riesca, in Europa e in tutto il resto del mercato globale, a eguagliare i livelli di controllo cui sono giustamente sottoposti i prodotti del made in Italy. Tutto il resto sono, purtroppo, chiacchiere di avventurieri, opportunisti e mistificatori che urlano per farsi notare”.

Campagna per tutelare l’#agricolturaitaliana100x100