Roma - Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è finito nel mirino di un attacco hacker che ha coinvolto anche magistrati e vertici delle forze di polizia. I dati personali del vicepremier e dei suoi familiari sarebbero stati pubblicati sul dark web, nell'ambito di un'operazione di dossieraggio informatico.
«Per questi attacchi guardiamo a Est», ha dichiarato Tajani durante un punto stampa alla Farnesina, assicurando che le minacce rivolte alla sua famiglia non lo faranno arretrare. Il ministro ha precisato che è necessario distinguere tra l'attività di hacker filorussi e l'eventuale coinvolgimento diretto di uno Stato straniero.
«Un conto sono gli hacker filorussi, un conto se c'è una regia di un Paese straniero, questo è diverso. Che gli hacker siano filorussi è scontato, ma bisogna vedere quali sono esattamente le responsabilità», ha spiegato. In presenza di prove precise, ha aggiunto, l'Italia reagirebbe attraverso i canali diplomatici e politici.
Intanto, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha convocato per martedì 10 novembre, al Viminale, una riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. All'ordine del giorno ci sarà l'esame dei rischi per la sicurezza pubblica legati agli attacchi informatici e alla minaccia cyber.
Tajani: «Se ci fossero responsabilità di un Paese reagiremmo per via diplomatica»
La vicenda sarà affrontata anche al G7 dei ministri degli Esteri in programma a Parigi. Tajani ha riferito che il ministro francese Jean-Noël Barrot ha accolto la sua proposta di inserire il tema della guerra ibrida e degli attacchi informatici nell'agenda dei lavori. All'incontro sarà presente anche il ministro degli Esteri ucraino.
Il vicepremier ha spiegato che sono in corso verifiche per accertare l'eventuale esistenza di una regia statale dietro le operazioni. L'individuazione di responsabilità precise sarà fondamentale per stabilire le eventuali contromisure.
«Gli attacchi vogliono condizionare il voto»
In un'intervista a Il Giornale, Tajani ha dichiarato che il ministero segue la vicenda da due giorni e ha ricordato il rafforzamento delle strutture di sicurezza informatica della Farnesina.
«Dal primo gennaio abbiamo rivoluzionato il ministero con una direzione generale e una sala operativa cyber attiva 24 ore su 24 collegata con l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Io ho già il livello di sicurezza più alto, l'attenzione è massima», ha affermato.
Il ministro ha sottolineato che la minaccia ha raggiunto un livello ulteriore, coinvolgendo anche gli affetti personali, ma ha assicurato che le difese informatiche sono operative e pronte a rispondere ai tentativi di intrusione.
Sull'eventuale convocazione dell'ambasciatore russo, Tajani ha invitato alla cautela in assenza di prove formali, spiegando che le verifiche devono essere condotte insieme all'intelligence e alla Polizia postale.
Il vicepremier ha infine richiamato l'attenzione sulle possibili interferenze in vista delle prossime scadenze elettorali: secondo la sua valutazione, le operazioni di disinformazione potrebbero puntare a influenzare l'opinione pubblica e alimentare divisioni tra i Paesi europei.