Ucraina, maxi attacco di droni sulla regione di Mosca. Berlino: «Rischiamo un conflitto con la Russia»


Kiev - È stata una notte di forte intensità sul fronte della guerra tra Russia e Ucraina. Secondo le autorità russe, circa 650 droni ucraini hanno puntato verso la regione di Mosca in quello che viene descritto come uno dei più grandi attacchi con droni degli ultimi anni. Le difese aeree russe hanno dichiarato di averne abbattuti 105 mentre si avvicinavano alla capitale.

L’attacco avrebbe interessato anche un importante impianto petrolifero. In particolare, un drone avrebbe colpito il Centro di Produzione e Distribuzione Lineare di Volodarsk, vicino al villaggio di Konstantinovo, a circa 40 chilometri dal centro di Mosca. Immagini diffuse sui social mostrano fiamme e una colonna di fumo nell’area, ma le informazioni sull’entità dei danni non sono state verificate in modo indipendente.

Secondo quanto riportato dalle autorità locali e dai media russi, l’attacco avrebbe provocato anche una vittima: un giovane di 20 anni sarebbe morto in un villaggio alla periferia della capitale.

L’allarme della Germania

Sul piano internazionale cresce intanto la preoccupazione per l’allargamento delle tensioni oltre il campo di battaglia ucraino. Il capo dell’intelligence estera tedesca, Martin Jaeger, ha avvertito che la Germania rischia di essere coinvolta in un conflitto violento con la Russia.

Durante un’audizione parlamentare, Jaeger ha sostenuto che Mosca sta conducendo una «guerra nell’ombra» contro le democrazie europee e ha indicato anche il tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia come uno degli episodi che, secondo l’intelligence tedesca, dimostrerebbero l’aumento della pressione russa.

Le autorità tedesche hanno attribuito a Mosca una serie di attività ibride, tra cui attacchi informatici e operazioni con droni, mentre il Cremlino respinge le accuse.

Estonia, truppe più vicine al confine russo

Intanto l’Estonia sta modificando la propria strategia di difesa. Secondo il Financial Times, il Paese baltico sta spostando permanentemente alcune unità militari più vicino al confine con la Russia e sta acquisendo sistemi d’arma capaci di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo.

Una brigata estone dovrebbe essere trasferita da Tapa a Jõhvi, località situata a meno di 50 chilometri dal confine russo. La nuova impostazione viene definita di «difesa attiva» e prevede la possibilità di rispondere rapidamente a un'eventuale aggressione. Tallinn sta inoltre potenziando le proprie capacità di attacco a lungo raggio con sistemi come HIMARS e Chunmoo.

Secondo quanto riferito dal Financial Times, i vertici militari e dell’intelligence estoni non ritengono che Mosca punti a una guerra su vasta scala con la Nato nel breve periodo, ma considerano concreto il rischio di un futuro confronto e stanno quindi rafforzando la capacità di deterrenza del Paese.

Nuovi attacchi russi sull’Ucraina

Sul fronte ucraino, intanto, continuano gli attacchi russi. A Kharkiv un doppio attacco ha provocato vittime e feriti, mentre nella regione di Poltava un attacco con droni ha causato un'interruzione dell'elettricità che ha interessato circa 22mila utenze.

Kiev, dal canto suo, sta sperimentando nuove tecnologie per contrastare i droni russi, comprese torrette robotiche dotate di sistemi di intelligenza artificiale.

Il quadro resta dunque quello di una guerra che, oltre a intensificarsi sul territorio ucraino, continua a produrre conseguenze e tensioni sempre più evidenti sul fianco orientale della Nato e nei rapporti tra Mosca e le capitali europee.

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto