Toledo - Proseguono le operazioni di soccorso dopo il grave incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Urda, in Spagna, sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Il bilancio provvisorio è di almeno 69 morti e oltre cento feriti, 18 dei quali in gravi condizioni. Tra le persone ancora da rintracciare figurano anche due donne italiane, mentre le autorità spagnole sono impegnate nell’identificazione delle vittime.
Le squadre di soccorso hanno lavorato per tutta la notte, utilizzando attrezzature per tagliare le lamiere dei vagoni e raggiungere le persone coinvolte. Secondo le informazioni diffuse, alla Guardia Civil sono state presentate 29 segnalazioni di persone disperse da parte dei familiari. Sul posto sono stati impiegati centinaia di operatori, con il supporto di droni ed elicotteri. A mezzogiorno la Spagna si è fermata per un minuto di silenzio in memoria delle vittime.
Intanto, il sindacato dei macchinisti Semaf ha proclamato uno sciopero di 24 ore a partire dalla mezzanotte, chiedendo interventi strutturali per migliorare la sicurezza ferroviaria e il rispetto degli impegni già assunti. Si registrano forti disagi sulla rete.
Due italiane ancora disperse, sei connazionali coinvolti
La Farnesina ha comunicato che una delle tre cittadine italiane inizialmente considerate disperse è stata rintracciata e ha confermato al Consolato italiano a Madrid di stare bene. La donna viaggiava sul treno Renfe.
Restano quindi due le connazionali da rintracciare. Le autorità diplomatiche italiane stanno effettuando verifiche in collaborazione con la polizia e i servizi sanitari spagnoli.
Altri cinque passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili dai due convogli coinvolti. Un sesto connazionale è ricoverato in un ospedale di Toledo. Nel frattempo, le autorità spagnole hanno avviato le procedure per il riconoscimento delle salme.
Che cosa è successo nei pressi di Urda
L’incidente si è verificato al chilometro 118 della linea ferroviaria, nei pressi di Urda, non lontano da Toledo. Secondo le prime ricostruzioni riportate, nello scontro sono rimasti coinvolti un treno ad alta velocità Ave della compagnia pubblica Renfe e un convoglio Iryo, società partecipata da Fs International.
A bordo dei due treni viaggiavano rispettivamente 397 e 147 persone, compreso un neonato. Stando alle informazioni disponibili, il convoglio Ave, che procedeva a circa 200 chilometri orari, avrebbe investito il treno Iryo, fermo in seguito a un problema legato al sistema di controllo ferroviario.
La dinamica esatta e le responsabilità dell’accaduto restano al vaglio degli investigatori.
L’avaria al sistema di controllo ferroviario
Tra gli elementi al centro degli accertamenti c’è un presunto guasto alle comunicazioni di tre computer della rete, che avrebbe messo fuori servizio il sistema di sicurezza LZB lungo un tratto di circa 63 chilometri.
L’anomalia avrebbe provocato l’arresto automatico di sei treni in circolazione, compresi i due successivamente coinvolti nello scontro. Con il sistema principale fuori servizio, la gestione del traffico sarebbe passata al centro di controllo di Adif nella stazione madrilena di Atocha.
È proprio sulle procedure adottate in questa fase che si concentrano le ricostruzioni relative a un possibile errore umano.
Le registrazioni audio e le comunicazioni con Atocha
Tre registrazioni audio, pubblicate dal quotidiano El País e dall’emittente pubblica TVE, documenterebbero le comunicazioni tra i macchinisti e il centro di controllo nei minuti precedenti alla collisione.
Secondo quanto riportato dai media spagnoli, alle 8:36 il macchinista del treno Ave, che si trovava circa 25 chilometri dietro il convoglio Iryo sullo stesso binario in direzione sud, avrebbe ricevuto l’autorizzazione a riprendere la marcia a velocità normale dopo l’arresto provocato dal malfunzionamento del sistema LZB.
La ricostruzione evidenzia che, in caso di indisponibilità del sistema, il protocollo avrebbe previsto la circolazione in modalità “a vista”, con una velocità massima di 40 chilometri orari. L’Ave avrebbe invece ripreso la marcia raggiungendo successivamente circa 200 chilometri orari, mentre il treno Iryo si trovava ancora più avanti.
Alle 8:41, la macchinista dell’Iryo avrebbe segnalato al centro di controllo problemi di connessione con il sistema automatico, ricevendo anche in questo caso l’indicazione di riprendere la marcia a velocità normale.
Sette minuti dopo, alle 8:48, la conducente avrebbe comunicato di essere ancora ferma davanti al segnale d’ingresso della stazione di Urda, spiegando di non riuscire ad avviare il sistema LZB. Dal controllore sarebbe arrivata una risposta interlocutoria, senza che dalle registrazioni citate risulti un ordine di arresto rivolto al treno Ave.
Le comunicazioni sono ora al centro dell’attenzione per chiarire se vi siano stati errori nella gestione delle segnalazioni e nelle autorizzazioni alla circolazione. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire le cause della tragedia e le eventuali responsabilità.