MILANO – Nuova giornata di tensione nel centro di Milano, dove migliaia di giovani sono tornati a radunarsi in zona Duomo e in altre aree della città. Gruppi di ragazzi con il volto coperto hanno preso di mira diversi negozi, mettendo in atto blitz per sottrarre rapidamente merce e allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Tra gli esercizi commerciali colpiti figurano il punto vendita Decathlon di piazza Cairoli e il Carrefour di via Torino, dove sono stati segnalati saccheggi e danneggiamenti. Episodi di tensione anche in zona Moscova e tra Brera e corso Garibaldi.
Scontri, lacrimogeni e idranti
La situazione è degenerata in diverse strade del centro. Sono state danneggiate vetrine, tra cui quelle della Rinascente in piazza Duomo e di altri esercizi commerciali. Alcuni giovani avrebbero lanciato sampietrini, bottiglie e bombe carta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti.
Nella Galleria Vittorio Emanuele, diversi locali hanno rimosso i dehors per precauzione, mentre alcuni dipendenti si sono barricati all’interno. Anche il teatro alla Scala è stato presidiato in vista del concerto della Filarmonica diretto da Riccardo Chailly, in programma in serata.
Secondo le informazioni diffuse nel corso della giornata, circa 160 persone sono state fermate e accompagnate in Questura per l’identificazione. Oltre l’80% sarebbe composto da minorenni.
Le tensioni hanno interessato anche l’area del Castello Sforzesco e largo Cairoli, dove alcuni giovani incappucciati si sarebbero arrampicati sul monumento a Giuseppe Garibaldi. In diversi punti sono stati rovesciati cestini e biciclette e danneggiati arredi urbani.
Duomo, celebrazioni regolari ma accessi anticipati
Le tensioni hanno coinvolto anche l’area del Duomo, dove sono stati esplosi lacrimogeni e alcuni giovani sono stati bloccati e accompagnati in Questura. La cattedrale è rimasta aperta, ma sono state adottate misure precauzionali per tutelare fedeli e visitatori.
Le celebrazioni religiose si sono svolte regolarmente. Nel tardo pomeriggio sono state chiuse le porte principali della cattedrale e anticipata la chiusura degli accessi turistici alle Terrazze. Al termine delle funzioni, i fedeli sono stati invitati a uscire dalle porte laterali, sul lato dell’Arcivescovado.
Per precauzione è stata inoltre chiusa la fermata della metropolitana Duomo. Una dozzina di turisti, rifugiatisi in una galleria di via Armorari per sottrarsi agli scontri, è rimasta momentaneamente bloccata dopo aver chiuso i cancelli delle uscite. Per liberarli è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.
Salvini: «Non si parli più di Ius soli»
Sui disordini è intervenuto il vicepremier Matteo Salvini, che ha collegato gli episodi alla discussione sullo Ius soli e sullo Ius scholae. «Io penso che sia doveroso fare l’esatto contrario, ovverosia non dare la cittadinanza a chi in questi giorni è stato identificato nelle piazze italiane a fare scontri», ha dichiarato, intervenendo a TeleLombardia.
Salvini ha aggiunto che tra i responsabili dei disordini ci sono anche cittadini italiani, distinguendo tra questi e le persone che, a suo giudizio, potrebbero aspirare alla cittadinanza.
Confesercenti: «Violenze e danneggiamenti inaccettabili»
Dura la condanna di Confesercenti, che in una nota ha espresso solidarietà ai commercianti e ai dipendenti coinvolti. L’associazione ha sottolineato come le violenze colpiscano anche piccoli imprenditori e attività che garantiscono servizi essenziali, aggravando le difficoltà legate all’aumento dei costi.
«Il diritto di manifestare è un valore da tutelare, ma non può trasformarsi in aggressione contro chi lavora», ha evidenziato Confesercenti, chiedendo interventi per prevenire nuovi episodi, garantire la sicurezza di imprenditori e lavoratori e sostenere concretamente le attività danneggiate.
Intanto proseguono le indagini sulle violenze dei giorni precedenti. Dopo i primi 16 arresti e 22 denunce per devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale, la Digos sta esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza e i video pubblicati sui social per identificare altri eventuali responsabili.
