La Corte d’Assise ha accolto la richiesta della Procura per l’omicidio della babysitter di 40 anni, uccisa nel gennaio 2025. Disposta una provvisionale di 50mila euro per ciascun familiare costituito parte civile. In aula gli applausi e i cartelli delle amiche della vittima: «Stop femminicidi».
MILANO – Ergastolo per Pablo Gonzalez Rivas, il 50enne accusato di aver ucciso la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla Valle e di averne occultato il corpo. La Corte d’Assise di Milano, presieduta da Antonella Bertoja, ha pronunciato la sentenza questa mattina, riconoscendo l’imputato colpevole di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla relazione affettiva, oltre che di occultamento di cadavere.
La vittima, 40 anni, lavorava come babysitter a Milano. Secondo la ricostruzione accusatoria, fu uccisa il 25 gennaio 2025 nel monolocale in cui viveva con il compagno, in piazza dei Daini, nella zona della Bicocca.
La sentenza ha accolto la richiesta della pm Alessia Menegazzo, titolare dell’indagine condotta dai carabinieri, insieme a Letizia Mannella, responsabile del pool della Procura che si occupa anche dei femminicidi.
Il risarcimento ai familiari
Oltre all’ergastolo, è stata disposta una provvisionale di 50mila euro per ciascuno dei familiari costituitisi parte civile, in attesa della definizione del risarcimento in sede civile.
Gonzalez Rivas, in carcere dal febbraio 2025, ha sempre negato di aver ucciso volontariamente la compagna, sostenendo durante il processo che la donna fosse morta nel corso di un gioco erotico. Una versione che non ha convinto le pubbliche ministere. Secondo quanto emerso dall’autopsia, la donna sarebbe stata prima picchiata e poi soffocata.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.
In aula gli applausi e i cartelli delle amiche
Alla lettura della condanna all’ergastolo, in aula sono scoppiati applausi e lacrime. Presenti anche alcune amiche di Jhoanna, che hanno mostrato cartelli con il volto sorridente della donna e la scritta «Stop femminicidio».
«È la condanna giusta, non solo per lei ma per tutte le donne che non meritano di essere uccise», ha commentato una delle amiche della vittima.
«Mi dispiace che lui non sia qui, in quest’aula, a sentire la sua condanna. Lui pensava che non avesse amiche, invece noi siamo qui, siamo una comunità e siamo qui per dire che le donne non si toccano neanche con un dito», ha aggiunto.
Il corpo ritrovato nell’Adda oltre un mese dopo
Jhoanna Nataly Quintanilla Valle fu uccisa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il compagno avrebbe nascosto il corpo in una valigia e lo avrebbe gettato nel fiume Adda. L’uomo denunciò la scomparsa della donna soltanto sette giorni dopo la sua morte.
Il cadavere venne ritrovato il 2 marzo 2025 a Zelo Buon Persico, in provincia di Lodi, oltre un mese dopo il delitto.
Nel corso delle indagini sarebbe inoltre emersa una relazione parallela dell’imputato, che la compagna avrebbe scoperto, e l’acquisto di un biglietto per far arrivare l’altra donna da El Salvador.
Con la sentenza della Corte d’Assise si chiude il primo grado di giudizio, mentre le motivazioni dei giudici chiariranno nel dettaglio gli elementi alla base della condanna.
