Varese - La Corte d’Assise di Varese ha condannato all’ergastolo Marco Manfrinati per l’omicidio dell’ex suocero Fabio Limido e per il tentato omicidio dell’ex moglie Lavinia Limido. La sentenza è arrivata dopo quasi tre ore di camera di consiglio. L’imputato, ex avvocato, oggi non era presente in aula.
La Corte, presieduta dal giudice Andrea Crema, con Stefania Brusa giudice a latere e i giudici popolari, ha riconosciuto la premeditazione per il solo tentato omicidio di Lavinia Limido. Per entrambi i capi di imputazione è stata invece riconosciuta l’aggravante dello stalking. Sono cadute le ulteriori aggravanti contestate, relative alla crudeltà e alla minorata difesa.
Alle parti civili è stato inoltre riconosciuto un risarcimento complessivo di 1 milione e 900mila euro.
“Sentenza giusta”, ha commentato l’avvocato di parte civile Fabio Ambrosetti. Secondo il legale, Manfrinati avrebbe manifestato anche durante il processo propositi di vendetta e “l’ergastolo tiene al sicuro le superstiti”.
L’aggressione
I fatti risalgono alla mattina del 6 maggio 2024, quando Manfrinati raggiunse via Ciro Menotti, a Varese, dove si trovava l’attività della famiglia Limido.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe atteso l’arrivo dell’ex moglie Lavinia per poi aggredirla con un coltello. La donna fu colpita più volte e riportò gravi ferite al volto e al collo. Le sue urla attirarono l’attenzione del padre Fabio, che intervenne per difenderla.
Tra i due uomini scoppiò una colluttazione e anche Fabio Limido venne colpito ripetutamente con il coltello. Il 71enne fu trasportato in ospedale in condizioni disperate e morì poco dopo. Lavinia, invece, venne soccorsa e riuscì a sopravvivere.
L’arresto
Manfrinati fu arrestato subito dopo l’aggressione. Gli investigatori lo trovarono ancora con il coltello e con le mani sporche di sangue. Nella ricostruzione degli investigatori furono inoltre utilizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che documentarono le fasi dell’aggressione.
La precedente condanna per stalking
La vicenda legata alle persecuzioni nei confronti della famiglia Limido aveva già avuto un autonomo sviluppo giudiziario. Nel maggio 2025 Manfrinati era stato condannato in primo grado a 4 anni, 5 mesi e 20 giorni per stalking nei confronti di Lavinia Limido, Marta Criscuolo e Fabio Limido.
Nel marzo 2026 la Corte d’Appello di Milano aveva confermato integralmente quella condanna.
