Roma, professoressa accoltellata dal 13enne: gli investigatori cercano una possibile regia virtuale


ROMA, 20 SETTEMBRE 2026 – Proseguono le indagini sull’aggressione alla professoressa accoltellata venerdì scorso in una scuola media di Centocelle, a Roma, da uno studente di 13 anni. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di una possibile “regia virtuale” dietro il gesto del ragazzino.

Gli investigatori stanno analizzando il cellulare del 13enne alla ricerca di eventuali persone che possano averlo istigato o influenzato. L’obiettivo è ricostruire i contatti avuti dal giovane nelle ultime settimane, anche attraverso chat e piattaforme online. Poco prima dell’aggressione, il ragazzo avrebbe scritto in una chat: «Guardate il tg dopo».

Nel frattempo sarebbe emerso anche un video nel quale il 13enne si prepara all’aggressione nel bagno della scuola, prima di raggiungere l’aula e colpire la docente, che in quel momento si trovava seduta alla cattedra per la lezione.

Il ragazzo è ancora ricoverato all’Umberto I, dove viene seguito anche dal personale psichiatrico. La professoressa, invece, è stata dimessa dall’ospedale.

Il materiale acquistato con le carte della madre

Secondo quanto emerso dalle indagini, il 13enne avrebbe acquistato il coltello, la telecamera e altro materiale utilizzato nell’aggressione utilizzando le carte della madre.

Per questo motivo gli investigatori hanno effettuato una copia forense anche del cellulare della donna. Sul dispositivo risultavano infatti scaricate le carte di credito utilizzate dal ragazzo e gli investigatori stanno verificando le operazioni effettuate e gli eventuali elementi utili all’inchiesta.

I contatti sul web

Uno degli obiettivi principali dell’indagine è ricostruire la rete di contatti online del 13enne. Alcuni compagni di scuola avrebbero raccontato agli investigatori che il ragazzo trascorreva molte ore davanti al computer ed era appassionato di video crime e contenuti violenti.

Gli accertamenti si stanno concentrando anche sull’ipotesi che il 13enne possa essere stato avvicinato online da gruppi attivi sul web, anche di matrice suprematista. Si tratta, al momento, di una pista investigativa che dovrà essere verificata attraverso l’analisi dei dispositivi e delle comunicazioni del ragazzo.

Gli investigatori stanno cercando di capire, in particolare, se qualcuno possa averlo influenzato o gli abbia fornito indicazioni sulla preparazione e sulle modalità dell’aggressione.

I quattro utenti della diretta Telegram

Un altro elemento al vaglio degli inquirenti riguarda una diretta dell’aggressione trasmessa su Telegram. Sarebbero quattro gli utenti che stavano seguendo online la diretta.

La loro identificazione potrebbe fornire elementi utili per ricostruire la rete di contatti del 13enne e capire se tra queste persone ci siano soggetti che avevano avuto rapporti con lui nelle settimane precedenti all’aggressione.

Le verifiche proseguono quindi soprattutto sul materiale digitale, con l’obiettivo di stabilire se dietro il gesto del ragazzo ci sia stata soltanto una sua iniziativa oppure se altre persone abbiano avuto un ruolo nell’avvicinamento, nell’influenza o nell’eventuale istigazione.

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