Professoressa aggredita a Roma, informativa dei carabinieri in Procura: si cercano eventuali istigatori sui social


ROMA, 21 SETTEMBRE 2026
– Una prima informativa dei carabinieri è stata inviata alla Procura ordinaria di Roma nell’ambito delle indagini sull’aggressione alla professoressa Isabella Marsilio, accoltellata venerdì scorso da un alunno di 13 anni in una scuola media di Centocelle.

L’attenzione degli investigatori è rivolta anche all’eventuale presenza di persone che, attraverso gruppi e canali social, potrebbero avere istigato il ragazzino a compiere il gesto. I carabinieri stanno analizzando la rete per identificare i quattro utenti che, secondo quanto emerso, erano collegati in diretta al momento dell’aggressione e individuare chi avrebbe successivamente diffuso il video online.

Le scuse dei genitori

Nel frattempo, i genitori del 13enne hanno inviato una mail di scuse alla docente. Il messaggio sarebbe stato spedito nelle scorse ore dal padre e dalla madre del ragazzo, che resta ricoverato nel reparto di neuropsichiatria infantile dell’Umberto I.

Il ritorno degli studenti a scuola

Questa mattina gli studenti della scuola media Giovanni Verga sono tornati in classe per la prima volta dopo l’aggressione. Due lunghi drappi rossi sono stati sistemati lungo il cancello d’ingresso per tutelare la privacy degli studenti. I ragazzi hanno iniziato ad arrivare già dalle 7.20, prima dell’orario ordinario di ingresso.

Carabinieri e polizia locale hanno presidiato il viale davanti alla scuola. Il ragazzo di origini congolesi che venerdì è intervenuto riuscendo a fermare il compagno durante l’aggressione è stato accolto dalla dirigente scolastica e dall’intera comunità scolastica.

«È stato un abbraccio di comunità, pieno di gratitudine. Lo hanno ringraziato per aver evitato una strage, poteva andare molto peggio», ha raccontato Cecilia Fannunza, assessora alla Scuola del V Municipio.

Nel corso della mattinata la classe ha partecipato a un’assemblea con i docenti e gli psicologi dello sportello scolastico, per affrontare e rielaborare quanto accaduto.

Il video della diretta

Le indagini si concentrano anche sulla diffusione del filmato dell’aggressione. Secondo una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, chi ha successivamente pubblicato il video online potrebbe essere stato tra gli utenti collegati alla diretta.

Il 13enne avrebbe utilizzato un telefono collegato a un profilo Telegram e, poco prima dell’azione violenta, avrebbe fatto partire anche una sorta di conto alla rovescia. Al momento dell’aggressione, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, gli utenti collegati non sarebbero stati più di quattro.

Nelle ore successive ai fatti sarebbero inoltre comparse sul web offerte di denaro per ottenere il filmato, che è successivamente comparso su alcuni siti.

Gli investigatori stanno quindi cercando di identificare le persone che facevano parte del ristretto gruppo collegato da remoto, tra le quali potrebbe trovarsi anche chi avrebbe registrato e diffuso il video.

Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che l’autore della pubblicazione possa essere straniero, eventualmente russo, sulla base delle scritte in cirillico associate al filmato. Si tratta, tuttavia, di una pista investigativa ancora da verificare.

Gli inquirenti stanno inoltre verificando l’eventuale contatto del 13enne con gruppi estremisti presenti online e l’ipotesi che qualcuno possa averlo spinto o incoraggiato a compiere l’aggressione.

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