Mattarella ad Amatrice: «La cultura rende liberi. L’IA non potrà mai sostituire un docente»


AMATRICE, 21 SETTEMBRE 2026 – «C’è una cosa che non si fa più a scuola: imparare a memoria le composizioni poetiche». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027 ad Amatrice, nel decimo anniversario del terremoto che colpì il Centro Italia.

Rispondendo alle domande degli studenti della scuola di Amatrice, Mattarella ha ricordato il valore dello studio e della memoria. «Era una cosa che io mi chiedevo: ma perché devo fare questo sforzo? Ma a distanza di decenni me le ripeto, mi fa piacere. Tutto quello che si acquisisce è libertà, la cultura rende liberi», ha raccontato il capo dello Stato.

Nel corso della giornata, Mattarella ha anche reso omaggio alle vittime del sisma, deponendo una corona d’alloro davanti alla stele che le ricorda.

«Una macchina non potrà mai sostituire un insegnante»

Il presidente della Repubblica ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale e del suo rapporto con la scuola. «Non potrà mai esserci una macchina al posto di un insegnante, per quanto sia una macchina intelligente», ha affermato Mattarella durante il dialogo con Alberto Angela e alcuni studenti.

Il capo dello Stato ha spiegato il ruolo dell’insegnante attraverso un esempio concreto: «Quando un ragazzo alza la mano, l’insegnante capisce se lo sta facendo per perdere tempo o per capire meglio un concetto o se sta interrogando, capisce se il ragazzo non è preparato o sta cercando di esprimere meglio un concetto, la macchina difficilmente potrebbe farlo».

Mattarella ha quindi invitato i giovani a guardare al futuro con fiducia, richiamando i profondi cambiamenti vissuti nel corso della sua generazione: «La mia generazione ha visto trasformazioni inimmaginabili. Mai guardare al passato».

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