Castel d’Ario, moto finisce nel fosso: muore a 36 anni Aleandro Silva Dos Santos


CASTEL D’ARIO – Prima il rumore secco dello schianto, poi una piccola luce nel buio. È quella della torcia del telefonino di Gabriele, 58 anni, residente in una delle abitazioni di Corte Sposette. Poco dopo le 20 di domenica 27 settembre ha sentito un forte colpo provenire dalla strada provinciale 31 ed è uscito di casa per capire cosa fosse successo.

La strada era buia. Gabriele ha illuminato il fossato, profondo circa due metri, e ha visto una moto sul fondo. Poco dopo ha notato anche un uomo. Era Aleandro Silva Dos Santos, 36 anni, originario del Brasile, residente a Isola della Scala e operaio a Nogarole Rocca.

L’uomo stava rientrando dopo aver trascorso il pomeriggio con alcuni amici. A casa, però, non è mai arrivato. «Respirava ancora, aveva sangue dalla bocca», ha raccontato Gabriele, che è rientrato rapidamente in casa e ha dato l’allarme.

Sul posto sono arrivati i soccorritori della Croce Verde, l’automedica, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, impegnati nei rilievi. I sanitari hanno tentato di salvare il 36enne, ma per Aleandro non c’è stato nulla da fare. È morto poco dopo.

La moto è finita nel fossato

Secondo una prima ricostruzione, la moto stava percorrendo la provinciale 31 quando, affrontando una semicurva, ha proseguito dritto finendo nel fossato sul lato destro della carreggiata.

Sull’asfalto non sarebbero stati rilevati segni di frenata. Saranno ora i Carabinieri a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e gli ultimi istanti di vita del 36enne, chiarendo perché non sia riuscito a seguire la curva.

Sul luogo della tragedia sono arrivati anche gli amici di Aleandro. Ragazzi e ragazze hanno raggiunto la provinciale dopo aver appreso dell’incidente, tra lacrime e incredulità. Sul terreno erano rimasti i due caschi, mentre poco distante il corpo del 36enne era coperto da un telo termico.

La testimonianza di Gabriele

Gabriele conosce bene quella curva e racconta di averla sempre considerata pericolosa, soprattutto nelle ore notturne: «È pericolosa, qui di notte è buio».

La scena gli ha fatto tornare alla mente un altro incidente avvenuto nello stesso punto circa vent’anni fa, quando un’anziana era uscita di strada rimanendo intrappolata nella propria automobile. Anche allora Gabriele era intervenuto, riuscendo a raggiungerla e a salvarla.

Domenica sera è uscito nuovamente di casa dopo aver sentito uno schianto. Ha preso il telefonino, acceso la torcia e guardato nel fosso. Questa volta, però, nonostante l’immediato intervento dei soccorritori, non è stato possibile salvare la persona coinvolta.

Il magistrato è stato informato per gli adempimenti necessari e per autorizzare il trasferimento della salma in camera mortuaria. Sulla provinciale sono rimasti gli amici di Aleandro, arrivati per cercarlo e costretti invece a salutarlo sul luogo della tragedia.

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto