Pezeshkian: “L’Iran non si arrenderà mai”. Teheran rafforza l’arsenale, alta tensione sullo Stretto di Hormuz


Teheran, 23 agosto 2026 – «L’obiettivo del nemico era il collasso dell’Iran, ma questo non è accaduto». Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso pronunciato in occasione della Settimana del Governo e rilanciato dall’agenzia iraniana Mehr.

Secondo Pezeshkian, le pressioni internazionali nei confronti di Teheran non avrebbero raggiunto l’obiettivo di costringere l’Iran alla resa. «Chiudono le strade, negoziano con i governi musulmani affinché non facciano alcun accordo con l’Iran per farlo arrendere, ma noi non ci arrenderemo mai», ha affermato il presidente.

Intanto Teheran continua a rafforzare il proprio arsenale e lancia un nuovo avvertimento sul fronte delle sanzioni. I Paesi che aderiranno alle misure imposte dagli Stati Uniti saranno considerati dall’Iran “nemici”, in un ulteriore irrigidimento della posizione iraniana.

Resta particolarmente delicata la situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio. Più di 40 petroliere risultano in transito attraverso il canale meridionale dello Stretto, mentre resta alta l'attenzione internazionale sulla sicurezza della navigazione e sulle possibili ripercussioni sui mercati energetici.

Macron incontra Mohammed bin Salman

Sul piano diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron accoglierà domenica a Parigi il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, leader de facto dell’Arabia Saudita, per una visita di due giorni dedicata ai rapporti bilaterali e ai principali dossier regionali.

La visita si aprirà in serata con la partecipazione di Macron e Mohammed bin Salman alla cerimonia conclusiva della Coppa del Mondo di Esports, ospitata per la prima volta fuori dall’Arabia Saudita.

L’incontro assume un rilievo particolare alla luce della crescente tensione in Medio Oriente e della necessità, per le principali potenze regionali e internazionali, di mantenere aperti i canali diplomatici mentre la crisi iraniana continua a incidere sugli equilibri dell’area e sul mercato globale dell’energia.


Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto