Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato Valter Lavitola: è accusato di essere il mandante


Roma - Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere con l'accusa di essere il mandante dell'attentato ai danni del giornalista di Report Sigfrido Ranucci
, avvenuto il 16 ottobre 2025 a Pomezia, vicino Roma.

La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma nell'ambito dell'inchiesta della Procura, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, nella quale viene contestata anche l'aggravante del metodo mafioso. L'arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo.

Chiesto l'arresto anche per l'intermediario

Il gip ha emesso un provvedimento cautelare anche nei confronti del cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, ritenuto dai pm coinvolto nel progetto dell'attentato. L'uomo è attualmente latitante e, secondo gli investigatori, si troverebbe in Africa.

Per l'accusa, Gomes avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra Lavitola e la banda composta da quattro persone di origine campana, ritenute gli esecutori materiali dell'azione dinamitarda.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Lavitola avrebbe concepito il progetto dell'attentato e incaricato Gomes di individuare persone in grado di procurarsi l'esplosivo e realizzare l'azione dimostrativa davanti alla villa di Ranucci.

Gli investigatori sostengono inoltre che Lavitola e Gomes abbiano partecipato a un primo sopralluogo a Pomezia il 15 settembre 2025. Successivamente, Gomes avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali e preso parte a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre, mettendo a disposizione del gruppo l'auto del suocero.

Le indagini

Gli elementi raccolti dagli investigatori derivano dall'analisi dei tabulati telefonici e telematici, dal tracciamento dei veicoli utilizzati durante le fasi preparatorie e dagli accertamenti forensi sui telefoni cellulari degli indagati.

Secondo i carabinieri, l'incrocio di questi elementi avrebbe consentito di ricostruire i movimenti e i contatti degli indagati e di mettere in discussione i tentativi di costruire alibi difensivi.

Il gip: attentato per favorire l'ascesa politica di Ranucci

Secondo quanto riportato nell'ordinanza, il gip ritiene che l'attentato sia stato commissionato da Lavitola non con l'intento di mettere realmente in pericolo la vita di Ranucci, ma per accrescerne la popolarità e favorirne l'ascesa politica.

L'azione avrebbe dovuto apparire agli occhi del giornalista e dell'opinione pubblica come un atto intimidatorio o ritorsivo, collegato alla sua attività professionale e alle sue inchieste, senza però arrivare a mettere concretamente a rischio la sua incolumità.

Un elemento centrale dell'inchiesta riguarda proprio i rapporti tra Lavitola e Ranucci, ai quali il primo avrebbe prospettato già dal 2024 un possibile futuro politico.

«Tra due anni fai il Presidente»

Nell'ordinanza viene citata anche una conversazione del 2024 nella quale Lavitola scriveva a Ranucci: «E tra 2 anni fai il Presidente».

Secondo il gip, il messaggio si inserirebbe in un progetto più ampio coltivato da Lavitola, che avrebbe individuato nel conduttore di Report una possibile figura capace di rappresentare una novità nello scenario politico nazionale.

L'inchiesta dovrà ora chiarire ulteriormente i rapporti tra gli indagati, il ruolo attribuito a ciascuno di loro e le circostanze che hanno portato alla realizzazione dell'attentato. Le accuse, naturalmente, dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e fino a eventuale sentenza definitiva.

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto