NEPAL – È di almeno 362 morti e oltre 1.400 dispersi il bilancio delle devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, travolgendo interi villaggi e provocando ingenti danni.
In Nepal, la polizia ha riferito di aver perso i contatti con 823 persone, tra cui 517 turisti stranieri. Dalla Cina, invece, i media statali hanno riferito di 558 persone disperse, tra cui 260 stranieri, dopo la frana che ha colpito il porto di Gyirong, in Tibet, dove si registrano anche tre vittime.
I due conteggi, tuttavia, non possono essere sommati automaticamente, perché non è ancora chiaro se vi siano eventuali sovrapposizioni tra le persone dichiarate disperse nei due Paesi oppure se si tratti di gruppi completamente distinti.
Il crollo di un ghiacciaio
Secondo l’Istituto geologico degli Stati Uniti (USGS), all’origine della catastrofe ci sarebbe il crollo di un ghiacciaio, seguito da una devastante colata di detriti verso valle.
L’USGS ha riferito che il terremoto di magnitudo 5.2 è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e dalla conseguente colata di detriti, che ha avuto «conseguenze catastrofiche a valle».
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono in condizioni particolarmente difficili, mentre resta elevato il rischio di ulteriori smottamenti e nuove colate.
Due italiani coinvolti, stanno bene
Sul sito “Dove siamo nel mondo” dell’Unità di crisi della Farnesina risultano registrate 90 persone italiane tra Nepal e Tibet.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che due italiani risultano coinvolti negli eventi, ma che entrambi sono in buone condizioni.
«I due che risultano coinvolti sono in buone condizioni», ha assicurato Tajani, mentre prosegue il monitoraggio della situazione e la verifica della presenza di altri connazionali nelle aree interessate.
Gli Stati Uniti stanziano 500mila dollari
Di fronte alla gravità della catastrofe è arrivata anche la risposta internazionale. Gli Stati Uniti hanno annunciato lo stanziamento di 500mila dollari in aiuti destinati alla popolazione colpita dalle alluvioni e dalle frane.
In Nepal, la polizia ha riferito di aver perso i contatti con 823 persone, tra cui 517 turisti stranieri. Dalla Cina, invece, i media statali hanno riferito di 558 persone disperse, tra cui 260 stranieri, dopo la frana che ha colpito il porto di Gyirong, in Tibet, dove si registrano anche tre vittime.
I due conteggi, tuttavia, non possono essere sommati automaticamente, perché non è ancora chiaro se vi siano eventuali sovrapposizioni tra le persone dichiarate disperse nei due Paesi oppure se si tratti di gruppi completamente distinti.
Il crollo di un ghiacciaio
Secondo l’Istituto geologico degli Stati Uniti (USGS), all’origine della catastrofe ci sarebbe il crollo di un ghiacciaio, seguito da una devastante colata di detriti verso valle.
L’USGS ha riferito che il terremoto di magnitudo 5.2 è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e dalla conseguente colata di detriti, che ha avuto «conseguenze catastrofiche a valle».
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono in condizioni particolarmente difficili, mentre resta elevato il rischio di ulteriori smottamenti e nuove colate.
Due italiani coinvolti, stanno bene
Sul sito “Dove siamo nel mondo” dell’Unità di crisi della Farnesina risultano registrate 90 persone italiane tra Nepal e Tibet.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che due italiani risultano coinvolti negli eventi, ma che entrambi sono in buone condizioni.
«I due che risultano coinvolti sono in buone condizioni», ha assicurato Tajani, mentre prosegue il monitoraggio della situazione e la verifica della presenza di altri connazionali nelle aree interessate.
Gli Stati Uniti stanziano 500mila dollari
Di fronte alla gravità della catastrofe è arrivata anche la risposta internazionale. Gli Stati Uniti hanno annunciato lo stanziamento di 500mila dollari in aiuti destinati alla popolazione colpita dalle alluvioni e dalle frane.
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