ROMA – È ancora incerta la situazione degli italiani coinvolti nelle devastanti alluvioni e frane che hanno colpito l’area al confine tra Nepal e Tibet, dove il bilancio provvisorio parla di almeno 360 morti e di migliaia di persone ancora disperse. Tra gli irreperibili risultano anche tre italiani, secondo quanto confermato dalla Farnesina.
Si tratta di Marco Ratto, 50 anni, orefice di Rapallo, e di una coppia italo-svizzera. Le informazioni sulla presenza e sulla sorte dei connazionali rimangono tuttavia frammentarie.
La stessa Farnesina ha infatti precisato che i dati diffusi dalle autorità nepalesi sono basati sulle informazioni fornite dai tour operator e potrebbero quindi contenere delle imprecisioni. Le verifiche sono ancora in corso.
Marco Ratto, l’angoscia della famiglia
Marco Ratto era partito da solo per il Nepal e si trovava nella zona interessata dal maltempo mentre era diretto verso il Tibet. A Rapallo è una persona molto conosciuta: la sua famiglia è titolare da generazioni di uno storico negozio di orologeria e oreficeria nel centro della città.
A raccontare le ore di apprensione della famiglia è stato il cognato Andrea Bernardin, marito della sorella di Marco.
«Siamo sgomenti e senza parole. Siamo in contatto con la Farnesina ma al momento non abbiamo notizie. Marco si trovava proprio in quella zona», ha raccontato.
Sportivo, dinamico e appassionato di avventura, il 50enne aveva scelto il Nepal per un viaggio all’insegna del trekking. Ad attenderlo c’erano alcuni amici con i quali avrebbe dovuto trascorrere diversi giorni.
Una partenza che aveva già dovuto rimandare. Marco avrebbe dovuto partire l’anno scorso, ma un piccolo infortunio lo aveva costretto a rinunciare. Aveva quindi riprogrammato il viaggio e questa volta era partito da solo.
Quando la famiglia, non ricevendo sue notizie, ha iniziato a preoccuparsi, si è messa in contatto con la Farnesina. È stato allora che ha appreso che il nome di Marco figurava nell’elenco delle persone ancora irreperibili.
La sindaca di Rapallo: «Tutta la città è in ansia»
A esprimere preoccupazione è anche la sindaca di Rapallo, Elisabetta Ricci.
«Marco Ratto è una persona molto stimata in città. Io lo conosco da una vita e siamo tutti molto preoccupati. Tutta la città è in ansia, già molti cittadini mi hanno chiesto notizie su di lui, ma purtroppo quelle che abbiamo sono ancora poche», ha dichiarato all’Adnkronos.
La sindaca ha spiegato che, insieme all’assessore alla Protezione civile Fabio Mustorgi, sono stati avviati contatti istituzionali per ottenere maggiori informazioni e rafforzare l’assistenza ai connazionali coinvolti.
«Stiamo cercando di fare squadra per avere più informazioni possibili, anche da dare alla famiglia», ha aggiunto.
Tajani dispone l’invio di personale a Kathmandu
Nel frattempo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’invio a Kathmandu di personale dell’Ambasciata italiana a New Delhi, con l’obiettivo di rafforzare la presenza italiana sul posto e fornire assistenza ai connazionali.
La Farnesina continua a seguire la situazione attraverso l’Unità di crisi e i propri canali diplomatici, mentre proseguono le verifiche sulla presenza degli italiani nelle aree maggiormente colpite.
La priorità resta quella di raccogliere informazioni attendibili sulle persone ancora irreperibili. In una situazione resa particolarmente complessa dalla vastità dei territori colpiti, dalle difficoltà nei collegamenti e dalla frammentarietà delle informazioni, il numero effettivo dei dispersi potrebbe subire variazioni nelle prossime ore.
Si tratta di Marco Ratto, 50 anni, orefice di Rapallo, e di una coppia italo-svizzera. Le informazioni sulla presenza e sulla sorte dei connazionali rimangono tuttavia frammentarie.
La stessa Farnesina ha infatti precisato che i dati diffusi dalle autorità nepalesi sono basati sulle informazioni fornite dai tour operator e potrebbero quindi contenere delle imprecisioni. Le verifiche sono ancora in corso.
Marco Ratto, l’angoscia della famiglia
Marco Ratto era partito da solo per il Nepal e si trovava nella zona interessata dal maltempo mentre era diretto verso il Tibet. A Rapallo è una persona molto conosciuta: la sua famiglia è titolare da generazioni di uno storico negozio di orologeria e oreficeria nel centro della città.
A raccontare le ore di apprensione della famiglia è stato il cognato Andrea Bernardin, marito della sorella di Marco.
«Siamo sgomenti e senza parole. Siamo in contatto con la Farnesina ma al momento non abbiamo notizie. Marco si trovava proprio in quella zona», ha raccontato.
Sportivo, dinamico e appassionato di avventura, il 50enne aveva scelto il Nepal per un viaggio all’insegna del trekking. Ad attenderlo c’erano alcuni amici con i quali avrebbe dovuto trascorrere diversi giorni.
Una partenza che aveva già dovuto rimandare. Marco avrebbe dovuto partire l’anno scorso, ma un piccolo infortunio lo aveva costretto a rinunciare. Aveva quindi riprogrammato il viaggio e questa volta era partito da solo.
Quando la famiglia, non ricevendo sue notizie, ha iniziato a preoccuparsi, si è messa in contatto con la Farnesina. È stato allora che ha appreso che il nome di Marco figurava nell’elenco delle persone ancora irreperibili.
La sindaca di Rapallo: «Tutta la città è in ansia»
A esprimere preoccupazione è anche la sindaca di Rapallo, Elisabetta Ricci.
«Marco Ratto è una persona molto stimata in città. Io lo conosco da una vita e siamo tutti molto preoccupati. Tutta la città è in ansia, già molti cittadini mi hanno chiesto notizie su di lui, ma purtroppo quelle che abbiamo sono ancora poche», ha dichiarato all’Adnkronos.
La sindaca ha spiegato che, insieme all’assessore alla Protezione civile Fabio Mustorgi, sono stati avviati contatti istituzionali per ottenere maggiori informazioni e rafforzare l’assistenza ai connazionali coinvolti.
«Stiamo cercando di fare squadra per avere più informazioni possibili, anche da dare alla famiglia», ha aggiunto.
Tajani dispone l’invio di personale a Kathmandu
Nel frattempo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’invio a Kathmandu di personale dell’Ambasciata italiana a New Delhi, con l’obiettivo di rafforzare la presenza italiana sul posto e fornire assistenza ai connazionali.
La Farnesina continua a seguire la situazione attraverso l’Unità di crisi e i propri canali diplomatici, mentre proseguono le verifiche sulla presenza degli italiani nelle aree maggiormente colpite.
La priorità resta quella di raccogliere informazioni attendibili sulle persone ancora irreperibili. In una situazione resa particolarmente complessa dalla vastità dei territori colpiti, dalle difficoltà nei collegamenti e dalla frammentarietà delle informazioni, il numero effettivo dei dispersi potrebbe subire variazioni nelle prossime ore.
