Terremoto in Venezuela, La Guaira devastata: si cercano ancora migliaia di dispersi. Allarme sciacalli e ospedali al collasso


La Guaira - A giorni dal violento terremoto che ha devastato il Venezuela, resta drammatica la situazione nelle aree più colpite, in particolare a La Guaira, città trasformata in una sorta di centro fantasma dove il tempo sembra essersi fermato. Tra macerie e palazzi crollati continuano le ricerche di migliaia di dispersi, mentre cresce anche l’allarme per possibili episodi di sciacallaggio.

I vigili del fuoco italiani impegnati nelle operazioni di soccorso stanno lavorando su una segnalazione arrivata da Macuto, nello Stato di La Guaira, relativa a una donna e ai suoi tre figli che potrebbero essere ancora vivi sotto le macerie di uno stabile crollato. Le squadre stanno verificando la presenza di eventuali superstiti attraverso le tecniche di ricerca e ascolto.

Le speranze di trovare persone ancora in vita restano alimentate dai ritrovamenti avvenuti nelle ultime ore. Due undicenni sono stati estratti vivi dopo tre giorni trascorsi sotto le macerie, mentre a Caraballeda un uomo e il figlio adolescente sono stati salvati quattro giorni dopo il sisma.

Intanto il Paese prova lentamente a tornare alla normalità. A Caracas è stata riaperta la metropolitana, ma il sistema sanitario è in forte difficoltà: gli ospedali, dove arrivano feriti provenienti da diverse zone del Venezuela, sono ormai al limite della capacità.

Secondo le stime diffuse dalle autorità, sono circa 680mila i bambini che necessitano di assistenza dopo il terremoto. Tra le vittime accertate figurano anche cittadini stranieri: oltre ai quattro italo-venezuelani, sono numerose le persone appartenenti ad altre comunità. La più colpita risulta quella portoghese, con 28 morti e 85 dispersi, seguita dalla comunità spagnola con 9 vittime e 131 dispersi.

Mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie, nelle zone più devastate resta alta la tensione per il rischio di nuovi crolli e per la necessità di garantire sicurezza, assistenza e beni essenziali alla popolazione colpita.

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto