Roma - Dopo l’impennata dei prezzi dei carburanti legata alla crisi in Medio Oriente, il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di prolungare il taglio delle accise sui carburanti. Tuttavia, ai distributori la corsa dei prezzi non si arresta, con il diesel che continua a registrare gli aumenti più marcati.
Taglio delle accise prorogato fino al 1° maggio
Il provvedimento conferma la riduzione di 20 centesimi al litro sulle accise, che grazie all’effetto dell’Iva si traduce in un risparmio complessivo di circa 24,4 centesimi al litro. La misura, che sarebbe dovuta scadere il 7 aprile, è stata estesa fino al 1° maggio attraverso un decreto legge approvato in un Consiglio dei ministri rapido, durato circa 20 minuti.
Nel pacchetto di interventi sono stati confermati anche i crediti d’imposta sul gasolio per trasportatori e pescatori (pari al 20%), estesi ora anche al settore agricolo. Previsti inoltre nuovi aiuti per le imprese esportatrici colpite indirettamente dagli effetti della crisi energetica.
La proroga ha un costo stimato di circa 500 milioni di euro, coperto attraverso la tassazione ETS sulle emissioni e un incremento dell’Iva.
Prezzi ancora in salita alla pompa
Nonostante gli interventi, i dati più recenti mostrano un trend ancora rialzista. Le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano che la benzina in modalità self service si attesta in media a 1,777 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,130 euro al litro.
Il diesel, in particolare, è al centro delle preoccupazioni: in molte aree del Paese ha ormai superato stabilmente la soglia dei 2,1 euro al litro, con aumenti percepiti come più pesanti rispetto alla benzina.
Consumatori critici: “taglio inefficace”
Le associazioni dei consumatori parlano di intervento insufficiente. Secondo le principali organizzazioni, il beneficio derivante dal taglio delle accise risulterebbe “quasi annullato dai rincari alla pompa”, soprattutto per chi utilizza veicoli diesel.
Critiche anche alla struttura della misura, giudicata poco efficace nel lungo periodo e incapace di contrastare le dinamiche speculative o l’impatto delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici.
Controlli e verifiche sui distributori
Il governo sostiene invece che, senza l’intervento, i prezzi sarebbero stati ancora più elevati. Parallelamente, sono stati intensificati i controlli sugli impianti di distribuzione: circa 1.900 verifiche effettuate e oltre 100 soggetti denunciati per irregolarità.
La Guardia di Finanza ha inoltre disposto sequestri in diversi distributori nell’ambito delle attività anti-speculazione.

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