Carburante contingentato negli aeroporti italiani: limitazioni in quattro scali


Roma, 4 aprile 2026
– Scattano le prime limitazioni nella fornitura di carburante per il traffico aereo in Italia, in un contesto internazionale segnato dalle tensioni in Medio Oriente che stanno incidendo sulla catena degli approvvigionamenti. Le restrizioni riguardano, per il momento, quattro aeroporti: Aeroporto di Bologna Guglielmo Marconi, Aeroporto di Milano Linate, Aeroporto di Treviso Antonio Canova e Aeroporto di Venezia Marco Polo.

A comunicarlo è stata Air BP Italia, uno dei principali fornitori di carburante avio nel Paese, attraverso un NOTAM (Notice to Airmen), ovvero un bollettino operativo destinato alle compagnie aeree. Le misure resteranno in vigore, salvo aggiornamenti, fino al 9 aprile.

Distribuzione contingentata e priorità operative

Secondo quanto indicato dalla società – parte del gruppo energetico BP – il rifornimento sarà garantito in via prioritaria ai voli ambulanza, ai voli di Stato e alle tratte con durata superiore alle tre ore. Per tutti gli altri voli, invece, è prevista una distribuzione contingentata del carburante.

Le limitazioni nel dettaglio

Le restrizioni variano a seconda dello scalo:

  • A Bologna e Venezia è previsto un limite massimo di 2.000 litri per aeromobile per i voli non prioritari

  • A Treviso il tetto sale a 2.500 litri

  • A Milano Linate sono segnalate limitazioni, ma senza indicazione di un quantitativo massimo

La situazione più delicata riguarda Venezia, dove nel NOTAM si raccomanda esplicitamente ai piloti di effettuare rifornimento prima dell’arrivo in aeroporto.

La posizione del Gruppo SAVE

Il Gruppo SAVE, che gestisce gli scali di Venezia, Treviso e Verona, ha invitato alla cautela, ridimensionando l’impatto delle misure. In una nota ufficiale, la società ha sottolineato che le limitazioni “non sono significative” e riguardano un solo fornitore, mentre altri operatori continuano a garantire il rifornimento alla maggior parte dei vettori.

Inoltre, non sono previste restrizioni per i voli intercontinentali né per quelli all’interno dell’area Schengen, assicurando così la continuità operativa degli scali senza particolari disagi per i passeggeri.

Nessun allarmismo, ma attenzione allo scenario

Pur senza riferimenti espliciti nel NOTAM, il contesto internazionale resta un fattore di attenzione. Le tensioni nel Golfo Persico potrebbero avere ripercussioni sulle forniture energetiche globali, rendendo necessarie misure precauzionali anche nel settore del trasporto aereo.

Al momento, tuttavia, le autorità e i gestori aeroportuali invitano a non creare allarmismi, sottolineando che il sistema aeroportuale italiano continua a operare regolarmente.

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