La tensione in Medio Oriente continua a salire. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato alla Casa Bianca che “la campagna contro l’Iran continua in piena forza” e che il regime di Teheran è stato “distrutto”. “La campagna militare è continuata a pieno ritmo negli ultimi giorni. L’equipaggiamento antiaereo iraniano è decimato. Abbiamo colpito più di 7.000 obiettivi in tutto l’Iran”, ha affermato Trump, sottolineando che al Paese “sono rimasti pochi missili”.
Il presidente Usa ha inoltre rinnovato l’appello agli altri Paesi, tra cui Giappone, Cina, Corea del Sud ed Europa, a collaborare per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il traffico mondiale di petrolio.
Intanto, l’esercito israeliano (IDF) ha annunciato l’inizio di “operazioni terrestri limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano, accompagnate da una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro obiettivi iraniani. L’Iran ha risposto che non concederà “nessuna clemenza per gli affiliati Usa e Israele” e ha denunciato gli attacchi israeliani ai depositi di carburante come un “ecocidio” per i rischi a lungo termine sulla salute dei residenti.
Gli ultimi attacchi hanno colpito anche gli Emirati Arabi Uniti, causando incendi, paralizzando l’aeroporto di Dubai, danneggiando un centro petrolifero e provocando la morte di un civile. In uno degli episodi più gravi, una grossa scheggia di missile iraniano è caduta vicino all’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme.
Sul fronte internazionale, la risposta europea resta cauta. Londra e Berlino hanno respinto la richiesta degli Stati Uniti di un impegno militare nello Stretto di Hormuz, sottolineando che la situazione “non è una guerra della NATO”. Il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius ha dichiarato che l’alleanza “non ha nulla a che fare con il conflitto”, mentre la commissaria europea Kallas ha confermato che Hormuz resterà fuori dall’area di intervento della NATO. Anche la Spagna non parteciperà a missioni militari nello Stretto, ritenendo l’azione Usa e Israele “illegale”, ha affermato la ministra della Difesa Margarita Robles. L’Italia, secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sostiene il rafforzamento della missione europea Aspides, ma giudica “complesso” estenderne il mandato per includere un intervento nello Stretto di Hormuz.
La situazione rimane estremamente volatile, con il rischio di un’escalation militare che coinvolgerebbe direttamente la regione e le principali potenze mondiali.
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