Scontro sul referendum della giustizia: Nordio accusa il Csm, polemica su presunti finanziamenti indiretti all’Anm


Roma - Non si placa la tensione politica intorno al referendum sulla giustizia. Il Guardasigilli Carlo Nordio, in un’intervista a Il Mattino di Padova, ha attaccato i membri togati del Csm, sostenendo che le correnti della magistratura abbiano creato “un sistema paramafioso”. Le sue parole hanno scatenato reazioni immediate: Giovanni Bachelet, presidente del Comitato societĂ  civile per il No, ha parlato di “composta costernazione”, mentre Nordio ha replicato definendo “scomposta” l’indignazione.

Sul fronte amministrativo, oggi il capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, ha richiamato l’attenzione su un possibile conflitto di interessi. Secondo un “atto di sindacato ispettivo”, alcuni magistrati iscritti all’Anm potrebbero essere legati a privati sostenitori del Comitato Giusto dire No, configurando una potenziale forma di finanziamento indiretto dell’Associazione. Bartolozzi ha suggerito al presidente dell’Anm, Cesare Parodi, di valutare la trasparenza dei finanziamenti ricevuti dal Comitato.

Parodi ha replicato chiarendo che il Comitato è “assolutamente autonomo, anche giuridicamente”, e che sul sito del Comitato sono giĂ  riportate tutte le informazioni, compreso lo statuto. Ha sottolineato inoltre che rendere pubblici dati di privati cittadini rischierebbe di violare la loro privacy, rimandando eventuali dettagli ai rappresentanti del Comitato stesso.

La vicenda evidenzia la delicatezza dei rapporti tra politica, magistratura e societĂ  civile in vista del referendum, e apre un dibattito sulla trasparenza e sul ruolo dei magistrati attivi nella campagna per il No.

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