Pacchetto sicurezza: dal fermo preventivo alle zone rosse, tutte le misure del governo


Roma - Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, 5 febbraio 2026, a pochi giorni dagli scontri avvenuti a Torino durante il corteo di Askatasuna, per approvare un pacchetto sicurezza composto da un decreto legge e un disegno di legge, ciascuno con circa trenta articoli. L’obiettivo dichiarato del governo e della maggioranza parlamentare è rafforzare l’ordine pubblico, la sicurezza nelle manifestazioni, la prevenzione della criminalità giovanile e la gestione dell’immigrazione.

Fermo preventivo e Daspo urbano

Tra le misure principali spicca il fermo preventivo, che consente a polizia e ufficiali di trattenere fino a 12 ore persone identificate come potenzialmente pericolose prima di manifestazioni pubbliche. Il provvedimento definisce anche l’intervento del pubblico ministero, che può ordinare il rilascio immediato qualora non sussistano le condizioni per il fermo.

Il pacchetto rafforza inoltre il Daspo urbano, estendendo il divieto di accesso a chi è stato denunciato o condannato per reati commessi durante proteste e manifestazioni, con pene che vanno da 4 mesi a un anno in caso di violazione. Sono indicate una dozzina di fattispecie di reato che attivano il divieto, tra cui attentati, devastazioni, saccheggi, violenze contro agenti o altre figure pubbliche e uso di armi o sostanze pericolose.

Tolleranza zero sui coltelli

Il decreto introduce una stretta sul porto e la vendita di coltelli, con divieti severi per le lame oltre i 5 centimetri e sanzioni penali fino a 3 anni di reclusione. Particolare attenzione è riservata ai minorenni: divieto di porto di coltelli, responsabilità genitoriale per sanzioni amministrative da 200 a 1.000 euro, e multe fino a 12.000 euro per gli esercenti che violano le norme di vendita, con obbligo di registro elettronico delle operazioni.

Scudi penali e zone rosse

La bozza prevede uno scudo penale per cittadini e agenti di polizia quando i fatti sono compiuti in presenza di cause di giustificazione, come legittima difesa o stato di necessità. Inoltre, si dà ai prefetti la possibilità di istituire zone rosse, aree caratterizzate da gravi episodi di illegalità in cui non possono sostare soggetti segnalati per reati contro la persona, stupefacenti o porto di armi.

Immigrazione e sicurezza dei centri

Il decreto introduce misure più severe per l’ingresso in Italia di persone condannate per fabbricazione di esplosivi e rafforza i controlli nei centri per migranti, consentendo al ministero dell’Interno ampie deroghe fino al 31 dicembre 2028 per la gestione delle strutture di accoglienza e trattenimento. È previsto l’obbligo per gli stranieri detenuti o internati nei CPR di collaborare all’identificazione, con implicazioni sulle decisioni di espulsione.

Sicurezza nelle stazioni e disagio giovanile

È istituito un fondo da 50 milioni di euro per potenziare videosorveglianza e sistemi di controllo nelle stazioni ferroviarie e nelle aree adiacenti. Il pacchetto comprende anche un disegno di legge per la prevenzione del disagio giovanile, con la creazione di una “rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie”, in collaborazione con scuole, attività sportive e centri per la famiglia, con finanziamenti dedicati.

Il pacchetto sicurezza rappresenta un intervento complesso e articolato, che combina misure repressive e preventive, mirate a garantire maggiore ordine pubblico, tutela dei cittadini e sicurezza nelle manifestazioni, pur sollevando interrogativi sul bilanciamento tra libertà civili e sicurezza.

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