Roma, 24 febbraio 2026 – La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati 44 persone, tra cui 21 appartenenti alle forze dell’ordine – poliziotti della Polfer e carabinieri – accusati di aver preso parte a un sistema di furti organizzati all’interno del punto vendita Coin della stazione Termini. Il coinvolgimento degli agenti è particolarmente rilevante, poiché avrebbero dovuto garantire la sicurezza nel principale snodo ferroviario d’Italia.
La ricostruzione della Procura
Secondo l’accusa, i furti sarebbero avvenuti nell’autunno 2024 con modalità continuative e sistematiche. Al centro del meccanismo ci sarebbe una cassiera interna, ritenuta la talpa, che preparava la merce come se fosse già stata acquistata, rimuoveva le placche antifurto, tagliava le etichette e imbustava i prodotti pronti per il ritiro, simulando vendite regolari alla cassa. Per mascherare i furti avrebbe utilizzato stratagemmi come battere solo parte degli articoli, modificare prezzi, riutilizzare scontrini vecchi, simulare pagamenti elettronici o accettare contanti non registrati. In cambio, secondo gli inquirenti, riceveva piccoli regali, tra cui generi alimentari.
Gli agenti coinvolti
Tra i 21 membri delle forze dell’ordine indagati ci sono nove agenti della Polfer e una dozzina di carabinieri, tra cui commissari, ispettori, brigadieri e tre agenti semplici. La merce sottratta, tra abbigliamento e prodotti di profumeria, avrebbe un valore complessivo di circa 184 mila euro.
L’avvio dell’indagine
Le prime verifiche sono state avviate dal direttore del negozio, che ha notato anomalie durante un inventario: la differenza tra venduto e incassato superava di gran lunga il margine d’errore naturale. Da qui l’incarico a un’agenzia investigativa, controlli mirati e l’installazione di telecamere interne, che hanno permesso di ricostruire il presunto sistema di furti ripetuti.

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