Decreto sicurezza, via libera dal Cdm: Meloni punta a un approccio “più duro” tra prevenzione e legittima difesa


ROMA – Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il nuovo pacchetto sicurezza, con correttivi e garanzie concordati con il Quirinale. Il decreto introduce misure di prevenzione più severe per arginare disordini durante i cortei e rafforza le norme sulla legittima difesa.

La premier Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza di un “approccio più duro”, rivendicando le misure come frutto di un confronto preventivo con il Colle e criticando “un certo doppiopesismo della magistratura” che, a suo dire, finora ha reso difficile difendere i cittadini. Meloni ha precisato che non si tratta di uno “scudo penale”, ma di norme che semplificano la difesa quando è palese la legittimità dell’azione.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato che il pacchetto punta a prevenire fenomeni criminali gravi, evocando i rischi di ritorno a dinamiche simili a quelle delle Brigate Rosse, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che il fermo preventivo di 12 ore sarà sempre soggetto al controllo del magistrato.

Tra le altre novità, il decreto prevede pene più severe per borseggiatori, restrizioni per chi ha condanne per terrorismo o lesioni a pubblici ufficiali, multe fino a 20mila euro per i cortei non autorizzati o che deviano dal percorso, e controlli più rigidi su coltelli e armi. Alcune misure, come la cauzione, non sono state inserite, ma il tema sarà seguito in Parlamento, sottolinea Salvini.

Le opposizioni attaccano duramente il provvedimento. Il Pd e +Europa criticano le dichiarazioni di Nordio sulle Brigate Rosse e definiscono il decreto un “salto illiberale”. Giuseppe Conte (M5S) apprezza solo la procedibilità d’ufficio per borseggi e furti, ma giudica insufficienti gli investimenti in agenti e controlli sul territorio.

Il decreto entrerà in vigore nei prossimi giorni e sarà applicato anche durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, mentre il governo assicura che la sicurezza dei cittadini resta la priorità senza limitare le libertà costituzionali.

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