Crans-Montana, interrogatorio Moretti: tensione con i familiari delle vittime e accuse al Comune


Prosegue il processo sull’incendio del Constellation, il locale di Crans-Montana in cui la notte di Capodanno hanno perso la vita 41 persone. Ieri, 11 febbraio, Jacques Moretti, proprietario del bar, ha sostenuto davanti ai procuratori e ai legali delle parti civili che il locale era sicuro e che, in caso contrario, la responsabilità sarebbe da attribuire al Comune di Crans-Montana, accusato di non aver effettuato i controlli di sicurezza previsti.

All’arrivo in tribunale, Moretti e sua moglie Jessica Maric sono stati aggrediti da alcuni familiari delle vittime, costretti a intervenire con la scorta della polizia. Una madre ha rivolto al proprietario domande cariche di dolore e rabbia: “Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita! Dov’è mio figlio? Come dormite? Come mangiate?” Moretti ha risposto: “Mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia”.

Nel suo interrogatorio, Moretti ha puntato il dito contro le istituzioni, sottolineando che impianto di ventilazione e sistemi antincendio del locale non erano mai stati controllati dal Comune né dal Cantone. Sulle anomalie evidenziate dalle indagini, come estintori non utilizzati o cartelli di segnalazione facilmente staccabili, ha spiegato che “tutti pensavano solo alla fuga” e che aveva provato a fissare i cartelli con nastro biadesivo. Ha anche raccontato di aver utilizzato un cannello a fuoco per scurire alcune travi del locale, senza che ciò provocasse incendi.

La posizione del Comune si complica ulteriormente: dalle prime immagini del locale devastato emergono arredi e soffitti distrutti, mentre i documenti raccolti indicano che il Constellation non era considerato una priorità nei controlli di sicurezza, nonostante la capienza di 200 persone e la struttura completamente interrata. Secondo il capo della sicurezza pubblica del municipio, Christophe Balet, non risultavano “non conformità” aperte. Le difficoltà nei controlli sarebbero state legate a problemi con il software utilizzato per il monitoraggio, dismesso in fretta nel 2023 a seguito di dispute interne.

La Procura di Sion ha acquisito tutti i dati e le comunicazioni dell’amministrazione comunale, inclusa la nota del Consigliere di Stato del Cantone che intimava ai comuni di effettuare rapidamente le visite periodiche dei pubblici esercizi, inviata solo il 6 gennaio, una settimana dopo la tragedia.

L’udienza di oggi vedrà la testimonianza di Jessica Maric, mentre il dibattito sulle responsabilità del locale e delle istituzioni locali continua a infiammarsi.

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