Roma, 12 gennaio 2026 – Il Consiglio dei ministri, riunito questo pomeriggio, ha fissato le date del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia e sulla separazione delle carriere dei magistrati. Si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Negli stessi giorni si terranno anche le elezioni suppletive per l’assegnazione di due seggi vacanti alla Camera dei Deputati, lasciati liberi dal governatore del Veneto Alberto Stefani e dall’assessore regionale Massimo Bitonci, entrambi eletti in precedenza in collegi uninominali.
La scelta delle date conferma quanto annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei giorni scorsi e rappresenta, secondo l’esecutivo, un punto di equilibrio tra l’ipotesi di voto a inizio marzo, sostenuta dalla maggioranza, e quella di aprile, preferita dall’opposizione. Una decisione che però incontra la contrarietà dei comitati per il No e di coloro che stanno promuovendo una nuova raccolta firme per un ulteriore quesito referendario.
Nel corso della riunione, il governo ha inoltre approvato il disegno di legge sul caregiver familiare, che disciplina per la prima volta in modo organico il ruolo e le tutele di chi assiste familiari non autosufficienti. Via libera anche al ddl di riforma del Servizio sanitario nazionale, con interventi mirati alla riorganizzazione e al potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera, oltre alla revisione del modello organizzativo del Ssn.
Dure le reazioni dal fronte dei promotori della raccolta firme. Carlo Guglielmi, portavoce del comitato referendario sulla Giustizia, ha annunciato iniziative formali: «Il governo ha ignorato la Costituzione, che concede tre mesi per la proposizione del referendum, e una prassi applicativa consolidata da decenni. Informeremo il presidente della Repubblica e i comitati parlamentari delle azioni che intendiamo intraprendere a tutela della legalità repubblicana nelle sedi giudiziarie previste».
Il confronto politico sulla riforma della Giustizia entra così nel vivo, in vista di una consultazione che si preannuncia fortemente polarizzata.

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